Gratteri: il male di questa regione e’ la visione miope del futuro. Si spendono soldi a tarantelle e sagre .

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“La follia della Calabria e’ la non visione del futuro”. Ad affermarlo e’ stato il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di un convegno sui temi della legalita’ e dell’antimafia. “Come persona e come calabrese – ha proseguito Gratteri – amo in modo viscerale questa terra e per questo ne passo parlare male mentre non consento agli altri di parlarne male: io devo parlare male della Calabria perche’ devo concorrere a smontarla come un ‘Lego’. Non e’ possibile che in Calabria ci siano tre ,facolta’ di Giurisprudenza: a che servono? E’ una follia: chi l’ha consentito? Ci sono grandi responsabilita’. Ogni 100 abitanti c’e’ un avvocato, ma che stiamo facendo? E nessuno
mette mano a queste cose. Penso – ha sostenuto il procuratore – che a Reggio Calabria c’e’ la facolta’ di agraria che sta salvando molti ragazzi, perche’ il futuro e’ agraria e turismo, una bella facolta’ sul turismo per educatori albergatori e
ristoratori a non fare un turismo predatorio solo ad agosto, per spiegare le dinamiche e far arrivare migliaia di europei in Calabria. Possibile che non si puo’ fare questo, e poi si
spendono soldi per le tarantelle e la sagra delle melanzane? Ma quando cresciamo, quando ci sara’ questa rivoluzione culturale?
Queste – ha concluso Gratteri – sono le sceglie sbagliate che ci hanno imposto, visioni miope di ignoranti e caproni, che hanno gestito, auto-gestito per decenni”. 
 – “Io devo dire in modo crudo, asciutto e duro qual e’ la realta’, per mettervi sotto la seduta la corrente non a 220 ma a 380, perche’ altrimenti non la si sente, talmente si e’ bombardati da false informazioni o dalla storia edulcorata”. Continua il procuratore Gratteri “Cambieremo la Calabria, stiamo facendo la nostra parte, ce la stiamo mettendo tutta ma abbiamo bisogno anche di una buona informare e scrivere e’ importante, perche’ c’e’ anche un altro problema: da un paio di
anni ci sono dei centri di potere che incominciano a dire che dobbiamo riscrivere una storia della Calabria, dobbiamo
riscrivere un’altra storia della Calabria. Ma quale sarebbebun’altra storia della Calabria? La storia della Calabria e’ una. La storia vuol dire scrivere cio’ che e’ accaduto o che sta accadendo, non un’altra storia. Non esistono due verita’, esiste una verita’: non devo descrivere la Calabria addolcendola, parlando di una Valle dell’Eden, perche’ in
questo modo prendo in giro i calabresi. Io devo dire in modo crudo, asciutto e duro qual e’ la realta’. E quindi adesso cosa si sono inventati? Che dobbiamo scrivere un’altra Calabria, perche’ Gratteri e’ il male della Calabria, perche’ Gratteri infanga la Calabria, perche’ Gratteri racconta la ‘ndrangheta e
il malaffare e quindi ci fa cattiva pubblicita’ in Italia.
Gratteri sta cercando, nel suo piccolo, di cambiare la Calabria, di derattizzarla, per darvi un futuro migliore”.

 
    
 
    

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