IL POPOLO DI RIACE ABBRACCIA LUCANO (FUORI DAL PAESE)

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Il battesimo della Fondazione “È stato il vento”. Il sindaco, dopo il “no” del Tribunale, non può esserci. Ma amici e militanti lo raggiungono per stargli vicino. E lui li ringrazia: «A volte prevale lo sconforto, ma bisogna resistere»

C’è chi arriva dalla regione e chi ha attraversato l’Italia, chi a Riace ci viene da sempre e chi ha deciso che la presentazione della fondazione “È stato il vento” era l’occasione giusta per conoscere il borgo divenuto simbolo mondiale dell’accoglienza. Mancano ancora un paio d’ore all’inizio degli eventi pensati per accompagnare il battesimo della fondazione pensata per rimettere in piedi, senza fondi pubblici, il modello di accoglienza ed economia solidale che a reso famosa Riace, ma il paese si va già riempiendo. C’è chi bivacca nella piazza del municipio, compagni di mille battaglie e comitati che si ritrovano sotto una nuova barricata, artisti con le chitarre in mano, che aspettano il turno per il check. L’unico che manca è Mimmo Lucano. Aveva chiesto il permesso di partecipare alla manifestazione, ma il Tribunale ha detto di no. Chi è andato a trovarlo prima di salire al borgo lo racconta leone in gabbia in un paese che non è il suo. Stasera – dicono – sarà a Belvedere Marittimo, dove i 99 Posse lo hanno invitato sul palco. Il suo cuore però probabilmente resterà a Riace, dove lui non può tornare, ma che con la mente e l’anima non ha mai abbandonato.

PROGETTO IN MARCIA Sotto il sole del pomeriggio, la fondazione ha avuto il suo battesimo ufficiale. Parlano Chiara Sasso, Alex Zanotelli, che con Riace sono schierati fin dal primo minuto, intervengono artisti come Dario Brunori e Marlene Kuntz, che da sud a nord ripetono il medesimo messaggio e affermano la medesima esigenza di combattere la paura del diverso. Poi il popolo di Riace si mette in marcia, o meglio, inizia a passeggiare. Non è un corteo, né una manifestazione. E non c’è divieto di dimora che possa impedire l’abbraccio del popolo di Riace con Lucano, poco fuori dai confini del paese. 

LUCANO: «BISOGNA RESISTERE» «Fuori da ogni retorica, vi devo dire grazie, perché è incredibile quello che sta succedendo qui – dice il sindaco sospeso ed “esiliato” ai manifestanti –. Non mi hanno dato la possibilità di essere con voi neanche per un giorno, ma io non voglio la commiserazione o la pietà dei giudici, né mi voglio sottrarre ai processi. Io voglio giustizia. Ho cercato di fare il sindaco per dare un forte contributo a questa terra. Cos’ho fatto di così grave per impedire che mi sia concesso di tornare anche solo per un paio d’ore?». A volte, continua Lucano, «è complicato, perché prevale lo sconforto, ma bisogna resistere, come dice padre Alex Zanotelli e bisogna fare un ragionamento collettivo».

ALLA SAPIENZA Lucano, però, non mancherà alla conferenza prevista per lunedì a Roma: «Lunedì all’università “La Sapienza” ci sarò. E ci andrò senza scorta, perché non ho mai fatto male a nessuno e perché non temo il clima di odio, che mi sembra assurdo. Sarò lì per raccontare l’esperienza di accoglienza che abbiamo vissuto a Riace, fatta di bene e di umanità per tutti», ha detto Lucano in relazione alla presa di posizione di Forza Nuova che ha annunciato la volontà di bloccare la conferenza.

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