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Italiani abitudinari, sedentari e lenti a cambiare anche per la salute

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Italiani attaccati alle loro abitudini e lenti a cambiare comportamenti che risultano nocivi per la salute. Ma nonostante fumo, sedentarietà e alimentazioni scorrette permangano, in Italia si muore sempre meno, grazie ai miglioramenti nell’assistenza sanitaria e ai traguardi della medicina. La fotografia è offerta dal 16° Rapporto Osservasalute 2018 presentato presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Il rapporto è frutto del lavoro di 318 ricercatori dell’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni italiane che opera nell’ambito di Vihtaly, spin off dell’Università Cattolica presso la sede di Roma.
Nel 2017 i fumatori erano circa 10 milioni e 370 mila, poco più di 6 milioni e 300 mila uomini e 4 milioni e 70.000 donne.
Ossia il 19,7% della popolazione di 14 anni ed oltre. Il numero di coloro che fumano è rimasto pressoché costante a partire dal 2014. In Italia inoltre più di un terzo della popolazione di 18 anni ed oltre (35,4%) è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su dieci è obesa (10,5%); complessivamente, il 45,9% dei soggetti è in eccesso ponderale.
La quota di bambini e adolescenti in eccesso di peso è del 24,2%. Il sovrappeso raggiunge la prevalenza più elevata tra i bambini di età tra 6 e 10 anni risultando pari a 32,9%. Al crescere dell’età, il sovrappeso e l’obesità diminuiscono, fino a raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di età 14-17 anni(14,4%). Dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), relativi alla raccolta del 2012-2013 in 19 Paesi, l’Italia è risultata tra i Paesi a più alta prevalenza di sovrappeso e obesità nei bambini di età 8-9 anni insieme a Grecia e Spagna, mentre i Paesi del Nord Europa presentano prevalenze più basse.
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