MICHELE TRIPODI: PISTA ELISOCCORSO DI POLISTENA OPERAZIONE VERITA’. NOI NON CI ARRENDIAMO!

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Il 26 aprile scorso con una comunicazione ufficiale all’Enac abbiamo proceduto, per quanto di nostra competenza, all’attivazione dell’elisuperficie comunale “gestita” davanti all’ospedale che stando alla normativa vigente sarò operativa entro i successivi 40 giorni.
Possiamo orgogliosamente vantarci di avere realizzato una pista nuova di zecca e super funzionale. Ci sono stati ritardi nella ultimazione dell’opera, é vero. 
Ma questi non sono dipesi né dal fatto “che si rompono i vetri se decolla o atterra un elicottero“, né da altri fattori che fanno solo ridere chi ha un po’ di sale in zucca.
Lo scoop vero sarebbe stato un altro. E la domanda fin troppo semplice.
Perché un lavoro pubblico in Calabria dura oltre il previsto? 
L’impresa esecutrice dei lavori ha consegnato l’opera di che trattasi con 284 giorni di ritardo presentando n.7 riserve tecniche.
Per chi é del mestiere sa bene che una controversia di questo tipo può rallentare e di parecchio. Tuttavia le riserve sono state respinte e il comune ha applicato in danno all’impresa una penale di oltre 33mila euro. Non vi è altro. Le ragioni del ritardo sono solo queste. Correnti di aria? Rumore? Tremolio dei vetri? Macché… manco dovesse atterrare un bombardiere “Apache”.
E non appigliatevi al fatto che la pista sia stata inaugurata nell’ottobre 2017. La struttura era stata completata da poco, vero, ma solo fisicamente, senza dunque ancora la possibilità di essere utilizzata nel concreto. Quel taglio del nastro é stato, come più volte detto, un gesto simbolico e provocatorio nell’ambito di una più grande manifestazione di popolo organizzata per difendere l’ospedale di Polistena che in un decreto del commissario era stato cancellato dalla cartina geografica della sanità calabrese. Ergo…”abbiamo realizzato l’eliporto con soldi nostri per dare una mano a rilanciare l’ospedale”, come lo dobbiamo dire!
E l’importanza dell’investimento di 530.000 euro é confermata da quanto sta accadendo a Locri. I cittadini della jonica si lamentano (giustamente) perché l’Enac ha diffidato il gestore minacciando di far chiudere la pista di elisoccorso esistente all’ospedale di Locri per problemi sui certificati antincendio.
Non so se ci sono collegamenti con la vicenda della pista di Polistena, certo é che tutto ciò che ora si sta dicendo é puro fango gratuito, che si getta contro chi butta il sangue come me, per tutelare l’ospedale, la sanità pubblica e garantire un minimo di assistenza sul territorio a chi non può permettersi di curarsi nelle cliniche private o emigrare al nord.
É molto strano infatti che subito dopo il mio annuncio avvenuto il 27 aprile scorso di avvenuta attivazione presso l’Enac dell’ “elisuperificie”, e subito dopo la partecipata iniziativa sulla sanità svoltasi il 1 maggio in piazza a Polistena, taluni si presentano in ospedale senza alcuna diligenza nè necessitá di verificare con atti e documenti le informazioni acquisite e i soggetti interpellati. 
Messi a conoscenza nei giorni corsi di come stanno davvero le cose e senza però ottenere alcun diritto di replica, è troppo facile l’invocazione della “par condicio”. Ma come? Se alle elezioni europee né io, nè il mio partito siamo candidati, di quale par condicio parliamo?
Allora, come si suol dire, é vero che più indizi fanno una prova.
Troppi movimenti contro Polistena ed il nostro ospedale, forse con l’intento di farlo chiudere invece di migliorarlo?
Noi però non ci scoraggiamo. 
Abbiamo vinto battaglie molto più difficili e temerarie contro i potenti, contro mafiosi e corrotti e di certo non saranno le false notizie a fermare il nostro impegno. 
Perché é vero pure un altro detto “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”.
#ospedale #lalottanonsiferma #primalasalute #avantipolistena #continua

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