Gio. Mar 4th, 2021

Come vuole la democrazia sono stati i Riacesi, col loro voto, a liberare Riace ed a dare la migliore risposta alle tante sguaiate e insulse ciance dette a pregiudiziale difesa dei protagonisti di un modello che si era tinto di scuro. Ed adesso si punti a sviluppare l’economia per “accogliere” i giovani Riacesi.

          Dopo tre lustri finalmente Riace è libera.

          Alle menzogne dei media che leggiamo da anni, alla santificazione del suo ex-sindaco, alle ricostruzioni fantasiose di una Riace-paradiso terrestre ci hanno pensato gli elettori riacesi a porre fine. Una debacle totale per l’ex-sindaco e i suo sodali, quelli che dalla finta accoglienza ci hanno sempre e solo guadagnato in termini economici. Una vera e propria liberazione per i cittadini perbene di Riace che per quindici anni hanno dovuto sottostare a veri e propri ricatti da parte di chi si sentiva non un sindaco bensì il feudatario di una Riace medioevale.

          Per anni ci è stata raccontata una realtà di immigrati stabilitisi a Riace, che vi lavoravano, che vi avviavano le proprie attività laddove, invece, i giovani e meno giovani erano costretti ad emigrare per mancanza di lavoro e di una qualsiasi possibilità di sviluppo economico. Tutto però magicamente scomparso quando i soldi del ministero, cioè quelli di Pantalone, sono venuti meno.

          E le attività imprenditoriali avviate dai rifugiati/immigrati clandestini? E la solidarietà dei “lucanesi”? Mai esistite le prime, svanita allo svanir dei soldi la seconda.

Riace, una perla della nostra costa jonica trasformata in Hub di passaggio per immigrati clandestini divenuta oggetto di scorribande e crimini da parte degli stessi.

          Oggi Riace è finalmente libera. Libera di tornare a vivere, di tornare a crescere. Fin dal 2007 la Fiamma Tricolore ha più volte denunciato tramite Claudio Belcastro e la segreteria provinciale di Reggio Calabria la situazione di Riace nel totale silenzio dei media e della magistratura.

          Anche in questo caso il tempo è stato galantuomo con il nostro operato. E se appena due anni fa, il 1 luglio 2017 manifestavamo a Riace, sotto mille minacce e milioni di insulti, al tema di “Speculazione non è solidarietà“ oggi possiamo finalmente gridare al successo ed alla giustezza di quella iniziativa tesa a dar voce a tutti i Riacesi ed ai Calabresi di buon senso.

          Una Riace che, liberatasi dal malaffare dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, possa finalmente aprirsi al futuro. Al ripristino della legalità si deve però adesso accompagnare lo sviluppo affinchè Riace possa riaprirsi all’accoglienza: quella dei suoi figli emigrati per mancanza di lavoro, di strutture, di possibilità per un futuro migliore. Quella che, a partire da Riace, è l’impegno di dare ai Calabresi, ed ai cittadini del Sud tutti, quello che abbiamo definito nel corso di questa campagna elettorale riprendendolo dalle enunciazioni di un grande Uomo del Sud, Pietrangelo Buttafuoco, la “opportunità di residenza”, cioè la possibilità e l’opportunità di tornare nella propria terra ai tanti emigrati calabresi e del Sud oppure di tornarvi tramite la creazione delle condizioni minime per restare (infrastrutture, lavoro, comunicazioni, ecc.).

          Dal Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore giungano le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al neo sindaco Antonio Trifoli. Da parte nostra faremo ciò che sarà nelle nostre possibilità affinchè Riace torni a splendere proponendo già da ora, alla prossima riunione nazionale del nostro movimento giovanile, l’organizzazione di un raduno nel comune jonico per la prossima estate per far conoscere ai giovani missini di tutta Italia la bellezza di Riace, del suo mare e del suo centro storico.

 

          Certi di cortese divulgazione, porgiamo i nostri distinti saluti.

 

I Componenti la Segreteria  Regionale del  

Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore

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