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BLITZ LEGHISTA PER RIDURRE I FONDI AL SUD, LEZZI SI INFURIA: “VERGOGNA, SARÀ RITIRATO”. MA IL CARROCCIO SI IMPUNTA

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Esame rinviato del Dl Crescita: la proposta del Carroccio di trasferire a tutte le Regioni i fondi per Sviluppo e Coesione è un caso. La ministra: “Verrà stralciato, qualcuno deve chiedere scusa”. Ma c’era il parere positivo del relatore grillino

E’ scontro aperto nella maggioranza sul decreto Crescita, approdato oggi in Aula alla Camera. Il tema del contendere tra M5s e Lega è un emendamento, che gli esponenti del partito di via Bellerio non hanno alcuna intenzione di ritirare, in cui si dispone il trasferimento alle Regioni della titolarità e la gestione dei fondi per lo sviluppo e coesione, il ‘serbatoio’ nazionale di risorse destinate principalmente al Mezzogiorno. Il ministro per il Sud, la 5 stelle Barbara Lezzi, ha chiesto lo stralcio dell’emendamento a prima firma Silvana Comaroli, riformulato e approvato nelle commissioni Bilancio e Finanze alla Camera, lunedì, con il parere favorevole del relatore M5s, Raphael Raduzzi, e del viceministro dell’Economia, Laura Castelli. Ma i leghisti non ne vogliono sapere.

I lavori sul decreto Crescita, in Aula a Montecitorio, sono stati sospesi e i 5 stelle hanno chiesto un rinvio dell’esame del provvedimento a domani mattina, per verificare se sia necessario un ritorno del testo in Commissione. La proposta di modifica, secondo il ministro Lezzi, aveva il parere contrario della Ragioneria dello Stato.

Nella versione originaria l’emendamento prevedeva che “per il ciclo di programmazione 2021-2027, le Amministrazioni regionali che hanno garantito la spesa e rendicontazione delle totalità delle risorse Fsc 2007-2013, avranno in capo la titolarità e la gestione di tutte le risorse Fsc destinate al territorio regionale”. Nella riformulazione approvata dalle Commissioni di Montecitorio scompare il riferimento alla regioni che hanno speso e rendicontato i Fondi 2007-2013 e si prevede che la titolarità di tali risorse sia trasferita a tutte le regioni indistintamente: “Per il ciclo di programmazione 2021-2027 – si legge nel testo riformulato – le Amministrazioni regionali avranno in capo la titolarità e la gestione di tutte le risorse Fsc destinate al territorio regionale”.

“Chiunque lo abbia presentato, Lega o non Lega, dovrà chiedere scusa e dare delle spiegazioni”, ha attaccato Lezzi. È così diventato un caso l’emendamento presentato dal Carroccio al Dl Crescita che trasferisce dal ministero di Barbara Lezzi alle Regioni il Fondo sviluppo e coesione, un fondo del bilancio nazionale destinato per circa l′80% alle regioni del Sud Italia. La proposta aveva avuto il parere negativo del dicastero guidato dalla grillina ma ha avuto il via libera nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Un affronto, secondo Lezzi, che rischia di vedersi sfilare un importante salvadanaio del suo ministero, a favore delle Regioni, nessuna delle quali è attualmente guidata da un esponente del Movimento 5 Stelle.  

“L’emendamento al Dl crescita che prevedrebbe di trasferire dal mio dicastero alle Regioni il Fondo sviluppo e coesione, per la programmazione 2021-2027, verrà totalmente corretto attraverso il suo stralcio. Questo emendamento, che aveva anche il parere contrario della Ragioneria dello Stato e che non verrà mai votato dai parlamentari del Sud del M5S, ha rappresentato un atto di totale scorrettezza. Chiunque lo abbia presentato, Lega o non Lega, dovrà chiedere scusa e dare delle spiegazioni”, ha duramente attaccato Lezzi. 

L’emendamento che trasferisce alle Regioni la titolarità dei fondi per lo sviluppo e la coesione (fsc) che il ministro ha chiesto di stralciare dal decreto Crescita era stato presentato dalla Lega, a prima firma Comaroli e dopo una riformulazione nella serata di lunedì ha ricevuto parere favorevole del relatore M5S, Raphael Raduzzi, e del viceministro all’Economia Laura Castelli. Come si evince dal resoconto della seduta il testo è stato votato senza dibattito in commissione sul tema. La proposta originaria prevedeva che “per il ciclo di programmazione 2021-2027, le Amministrazioni regionali che hanno garantito la spesa e rendicontazione delle totalità delle risorse FSC 2007-2013, avranno in capo la titolarità e la gestione di tutte le risorse FSC destinate al territorio regionale”. Nella riformulazione approvata non compare più il riferimento alle Regioni che hanno speso e rendicontato tutti i fondi ma la “titolarità e la gestione di tutte le risorse Fsc destinate al territorio regionale” vale indistintamente per tutte le Regioni.

HUFFIGTON POST

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