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CROTONE: IL CONSIGLIO SALTA PERCHÉ NON C’È IL NUMERO LEGALE. E PUGLIESE PENSA ALLE DIMISSIONI

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Il sindaco di Crotone contrariato per l’assenza di ben 15 consiglieri. Tra questi anche i rappresentanti del Pd che, in molte occasioni, hanno fatto da stampella alla maggioranza

Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, sta valutando di rassegnare le dimissioni. La notizia è stata diffusa martedì mattina proprio dall’entourage del primo cittadino. Ma già lunedì sera Pugliese era visibilmente contrariato per non avere potuto celebrare il consiglio comunale per mancanza di numero legale. Al momento dell’appello in aula erano presenti 13 consiglieri, compreso il sindaco e il presidente del Consiglio: dodici della maggioranza e Anna Curatola, Forza Italia, di opposizione. Al momento dell’appello, quindi, mancavano ben 15 consiglieri e non erano presenti nemmeno i rappresentanti del Partito democratico che, in molte occasioni, avevano fatto da stampella alla maggioranza garantendo, quando occorreva, numero legale e voti favorevoli. Lunedì sera i rappresentanti del Pd erano presenti nei corridoi del palazzo, ma non sono entrati volutamente nell’emiciclo, così come non sono entrati altri rappresentanti dell’opposizione. A convincere i consiglieri del Pd a fare mancare il numero legale, secondo quanto è stato possibile apprendere, sarebbero state le dichiarazioni fatte da Pugliese nei giorni scorsi di non volere allargare la maggioranza ai dem. Sono diversi mesi che si ragiona sull’ipotesi di allargamento della maggioranza per fare posto ai rappresentanti del Pd e nei giorni scorsi c’era stato anche una botta e risposta tra Sergio Contarino, membro dell’assemblea nazionale, e Mario Galea, consigliere comunale e presidente dell’assemblea provinciale del partito: il primo aveva diffuso un documento per prendere le distanze da un accordo con la “Prossima Crotone”; il secondo aveva replicato scrivendo che l’unica cosa da fare era quella di entrare nella maggioranza al Comune. Le dichiarazioni di Pugliese, quindi, hanno fatto chiarezza sulle sue reali intenzioni di tenere fuori dalla maggioranza il Pd e lunedì sera si è trovato contro anche coloro che nel passato gli avevano garantito di andare avanti senza numeri. Pugliese ha chiesto il sostegno di tutti gli eletti, ma senza fare accordi organici che prevedono posti in giunta comunale o altri incarichi. Martedì il consiglio comunale torna a riunirsi in seconda convocazione e, quindi, non c’è più bisogno della presenza di 17 consiglieri, perché la seduta sia valida ne occorreranno solo 11. Questo però non risolve i problemi di Pugliese che, a questo punto, sarà costretto a decidere se andare avanti senza potere contare su una maggioranza solida in Consiglio oppure dimettersi e fare sciogliere anticipatamente l’assise. Martedì mattina nel suo entourage circolava la voce che il sindaco potrebbe optare per la seconda ipotesi: dimettersi e mandare tutti a casa. (redazione@corrierecal.it)

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