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DE VINCENTI A LAMEZIA

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«È necessario un lavoro educativo che generi un soggetto capace poi di sviluppare un progetto su cui aggregare stakeholder (regione, fondi europei, etc, ), dove l’università è chiamata a promuovere e svolgere una riflessione ed un ruolo culturale. In questo contesto, come rileva Giorgio Ceriani Sebregondi “senza una volontà locale non è possibile il cambiamento” e quindi occorre un lavoro paziente perché bisogna restaurare l’umano. Occorre generare capitale umano e quindi capitale sociale». È questa la premessa sulla quale si basa il prossimo incontro della Fondazione per la Sussidiarietà – dipartimento Sud, il cui responsabile è Antonio Saladino. L’evento è previsto per sabato 15 giugno alle 16 nella sala conferenze di Unioncamere Calabria a Lamezia e vedrà la partecipazione di Claudio De Vincenti, economista e politico italiano, già ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno nel governo Gentiloni. La presenza di De Vincenti al quarto appuntamento della Scuola di formazione per il bene comune servirà ad approfondire il tema “Lo sviluppo del Sud nella dialettica tra progetto e soggetto”.
«Questo lavoro educativo – prosegue la nota – è soprattutto educazione alla bellezza. La ricerca e la valorizzazione del bello presente deve costituire il sottofondo di tutto il lavoro che dobbiamo impostare. Se impiegati comunali, assessori, sindaci, funzionari regionali, et. non vivono della bellezza, del gusto di fare le cose che gli sono chieste con la responsabilità e con la consapevolezza che ogni singolo gesto che compiono ha delle conseguenze, mai le cose potranno cambiare. E’ quindi necessario operare perché si sviluppi la coscienza che l’esito ed il bene di tutti dipende sempre dal lavoro di ciascuno».
«L’idea – prosegue la nota – è quella di creare un modello di sviluppo su varie direttrici:
1. Rivitalizzazione dei borghi e dei paesi dell’entroterra del Mezzogiorno oramai tutti in fase di spopolamento e Tutela e messa a reddito delle risorse ambientali. Vedi esperienza sistema di sviluppo locale “Sersale Valli Cupe”, definita dall’Archivio della generatività sociale dell’Università Cattolica di Milano “Un Monastero naturale per il XXI secolo”. L’idea, nata dal dott. Carmine Lupia – direttore della riserva – è nata trasformando una riserva naturale dell’Appennino calabrese, caratterizzato da un diffuso sottosviluppo, in un’attività economica 50.000 visitatori. All’interno di questo punto vanno considerato anche
il Turismo organizzato: diversamente, da quello che può essere per gli altri settori, il turismo è una tipologia di attività trasversale, che interessa più aspetti della vita istituzionale ed economica.
Agricoltura di qualità. Valorizzazione di produzioni locali, quali frutti e farine grani antichi. Importanza microclimi;
E’ necessario creare organizzazioni istituzionali capace di costruire progetti che valorizzino ciò che c’è. Ciò grazie alla collaborazione con le altre attività della pubblica amministrazione.
2. Formazione (in senso ampio). 
Senza cultura della bellezza non può esserci una vera formazione. Non ci può essere una ripartenza senza un deciso investimento capitale umano, investimento che però ha almeno due aspetti coessenziali. Da un lato, c’è l’esigenza di destinare maggiori, anzi di massicce, risorse finanziarie a tale settore. Dall’altro c’è un problema culturale, che chiama in causa tutti gli attori dello sviluppo socio economico del territorio. Per far fronte con creatività alle sfide poste dal nuovo paradigma tecnologico che stiamo attraversando, è necessario un livello maggiore di competenze e qualificazione in tutti campi del sapere, a partire dalle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. La risposta a queste domande può arrivare solo all’interno di un più stretto rapporto fra mondo della formazione, in particolare quella universitaria e tutti gli attori dello sviluppo socio-economico (che non sono solo le aziende, come invece si considera usualmente).
3. Comunicazione. 
Alla fine di questo percorso, c’è la comunicazione, soprattutto marketing territoriale. Si cercherà quindi di delineare un piano di marketing territoriale finalizzato alla diffusione dell’immagine, alla valorizzazione e allo sviluppo territoriale, turistico, culturale e produttivo delle varie regioni. Lo stesso inoltre assume una valenza strategica perché aiuta a ricostruire una mappa delle potenzialità presenti nel territorio, a rendere possibile una lettura integrata delle stesse, a orientarle verso l’assunzione di una vocazione spendibile sul mercato.
4. Scuole di politica. E’ stata un’esperienza che ci sta sorprendendo. C’è una grande esigenza di formazione, di strumenti di lettura della realtà e desiderio di coinvolgersi. E’ necessario creare associazione ed una rete delle scuole. Al termine di questa prima edizione, si pone l’obiettivo di redigere gli atti delle lezioni».

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