I RAGAZZI DI “ONE HUNDRED” DI BRUNO PANUZZO INCONTRANO IL GARANTE PER L’INFANZIA E L‘ADOLESCENZA ANTONIO MARZIALE

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Reggio Calabria – Mattinata edificante e di grande spessore umano e culturale quella trascorsa presso la sede del Consiglio della Regione Calabria dai ragazzi di “One Hundred”: progetto filmico contro il bullismo che sta ottenendo consensi lusinghieri. Un incontro importante e significativo, per i giovani attori di Bruno Panuzzo, quello intercorso con il Dottor Antonio Marziale (Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria) che ha arricchito l’animo dei ragazzi direzionati verso un futuro di speranza e coerenza.

Il Dottor Marziale ha accolto con grande entusiasmo l’artista Bruno Panuzzo, una rappresentanza del cast filmico (composto originariamente da oltre 150 ragazzi, provenienti da buona parte dei centri locridei, nonché una rappresentanza degli studenti dei Licei “G. Mazzini” di Locri accompagnati dalla Professoressa Girolama Polifroni). Una conversazione amichevole, informale e dal carattere familiare quella che Marziale ha saputo instaurare con i ragazzi. Dal breve, ma intenso dibattito è trasparita tutta la grande umanità del Garante per l’infanzia. E’ appunto l’umiltà, la capacità di rispolverare gli alienabili valori umani di “base” il costante elemento che è emerso dalle parole di Marziale.

I ragazzi hanno avuto modo di percepire, che tali fondamentali elementi, sono ancora delle “chiavi universali” capaci di “aprire” positivamente le coscienze ed i cuori degli uomini. D’altro canto i ragazzi di “One Hundred” hanno saputo coinvolgere a loro volta Marziale attraverso il loro modo di essere, la loro vivacità, la loro volontà d’inseguire un riscatto sociale e la grande energia investita nel loro originale progetto filmico. I ragazzi stessi hanno realizzato, sotto la guida e le musiche di Bruno Panuzzo, l’opera medesima attraverso l’ausilio degli smartphone (elemento tecnico che oggi caratterizza la loro generazione). I ragazzi hanno inoltre dato conferma che quando si è in possesso di una buona storia, dai principi umani e sociali solidi, nonché di una aperta condivisione di idee si riesce ancora a far emozionare positivamente.

“One Hundred” invita enormemente alla riflessione: non solo sulle atrocità del bullismo, ma su diverse problematiche sociali “figlie” di questi tempi. La storia di Raul ha sin ora coinvolto centinaia di spettatori, che si sono identificati con gli atteggiamenti coraggiosi del ragazzo. Panuzzo ha dichiarato infine che “Non si esce lucidi dopo la visione di One Hundred. I ragazzi hanno saputo magistralmente centrare l’obiettivo: il racconto è fluido, schietto ed a volte anche troppo crudo… quindi senza filtri di sorta. L’opera è un’espressione moderna delle pellicole visionarie e di contestazione come “Easy Rider” – uscite negli anni 60’ del secolo scorso. Il film conserva, di quel periodo visionario e strepitoso, anche l’anima della contestazione e la volontà di poter cambiare il corso degli eventi un po’ utopicamente. Quella forza, a mio parere, rimane ancora ben viva: tanto che i giovani riescono, con i mezzi che hanno a disposizione, a stabilire un contatto ancora più profondo con le tematiche trattate”.

Questi coraggiosi ed intraprendenti ragazzi di “One Hundred” emergono quasi mitologicamente da uno “scantinato buio” giungendo direttamente nel “cielo tempestato di diamanti” che simboleggia lo splendore del cambiamento. Una storia avvincente quella di “One Hundred” e di questi giovani, che diviene quasi un viaggio a ritroso nelle coscienze e nel tempo. Il tutto evidenzia e ricorda un periodo passato, che spinge inesorabilmente e paradossalmente verso una visione futuristica: un periodo in cui si cercava di comunicare in un pianeta ancora “disconnesso” digitalmente, mentre si cercava di connettersi all’universo, con ogni strumento a disposizione.

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