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IL MESSAGGIO AL GOVERNO DALLA PIAZZA DI REGGIO CALABRIA

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Furlan (Cisl): «L’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno». Landini (Cgil): «Servono investimenti, non basta chiudere i porti». Barbagallo (Uil): «Commissariare le Regioni che non usano i fondi Ue»

«Questa di Reggio Calabria oggi è una manifestazione imponente. Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d’Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non può essere ignorato: l’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno». Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl , “traduce” così la mobilitazione di sindacati, associazioni, formazioni politiche e cittadini che ha invaso Reggio Calabria sabato mattina. Un messaggio al governo perché riveda le proprie politiche, soprattutto sul lavoro e lo sviluppo. E sul Sud, che i sindacati vogliono fortemente rimettere al centro dell’agenda politica.

LANDINI: «PORTI CHIUSI MA I GIOVANI VANNO VIA» «C’è un arretramento di tutto il Paese rispetto all’Europa e non solo. Per noi l’Italia va unita e non divisa. Basta con le logiche dell’autonomia differenziata, che aumentano ancora di più le disuguaglianze». Queste le prime parole del leader della Cgil Maurizio Landini a margine del corteo. «C’è bisogno di fare investimenti – ha aggiunto – sia in infrastrutture materiali ma anche in quelle sociali e serve una politica industriale. È sotto gli occhi di tutti la contraddizione di chi ha raccontato che saremmo un Paese invaso e che i problemi si risolvono chiudendo i porti, senza rendersi conto però che i giovani, soprattutto del Mezzogiorno, se ne stanno andando. Purtroppo questo è un modo per disperdere intelligenze e capacità a beneficio di altri Paesi più furbi che ne beneficiano». «Noi ripartiamo da qui – ha aggiunto per unire concretamente il Paese. Le differenze sono enormi ma per ripartire da questa importante area del Paese bisogna dare seguito ad un Piano straordinario di investimenti per creare lavoro e realizzare uno sviluppo vero che duri nel tempo».

BARBAGALLO: «COMMISSARIARE LE REGIONI CHE NON USANO FONDI UE» «Noi stiamo cercando di impedire che i provvedimenti che il Parlamento approva su proposta del governo producano ulteriori danni al Paese. Ogni volta poi si lamentano che non riusciamo a modificare gli errori che fanno», ha detto invece il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. «Il Sud – ha aggiunto – è rimasto lettera morta per molti anni. Bisogna fare qualcosa. Le Regioni che non utilizzano i Fondi europei e di coesione sociale sono colpevoli e andrebbero commissariate». «Cristo si è fermato ad
Eboli, l’alta velocità a Salerno ed in Calabria, dove si produce
materiale ferroviario di qualità, l’Alta velocità non c’è – ha continuato Barbagallo –. Che Paese è questo?. Il Nord da solo, con la palla al piede del Sud sottosviluppato non ce la farà. Il Sud è essenziale per la ripresa economica del Paese. Al Nord sono +0,2% in termini di Pil, al Sud -0,2%. Sempre il prefisso di Milano. Il Sud ha il reddito al 50% di quello del Nord, ma abbiamo un debito pubblico uguale per tutti. Come faremo a onorare gli impegni del debito, che non è aumentato in questi anni, se le regole europee sono sbagliate? Ripartiamo dal Sud. Nel ’72 – ha aggiunto – ero qui. Ora spero si vada oltre la partecipazione di allora. Noi continuiamo ad essere in mezzo ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani che sono costretti a cercare prospettiva all’estero. Il Paese ha anche un problema demografico, ma se non c’è lavoro i giovani non fanno famiglia. Dobbiamo fare in modo che ci sia la speranza per loro e per il Paese. C’è la sensazione con l’autonomia differenziata di lasciare le risorse al Nord e creare nel Paese scuola, sanità e diritti di serie A e di serie B».

FURLAN: «INTERVENTI PER IL SUD» «Per il Sud è necessario non solo procedere a massicci investimenti per l’innovazione infrastrutturale e delle opere civili ed il recupero di tutto il capitale sociale perchè diventi veramente attrattivo per gli investimenti privati». Questo un altro passaggio di Annamaria Furlan. «Di pari passo, poi – ha aggiunto Annamaria Furlan – occorre coinvolgere nei progetti di sviluppo le nuove generazioni del Mezzogiorno che dopo la formazione universitaria vanno via dalle loro terre per andare spesso all’estero, impoverendo così ulteriormente la parte più difficoltà del Paese».
«È necessario intervenire in favore del Sud affinchè si ponga fine a quello che sta sempre più diventando un gravissimo problema sociale: i cosiddetti “viaggi della speranza” nel settore della sanità. Attualmente sono migliaia i cittadini del Mezzogiorno che si recano nelle strutture ospedaliere del Nord del Paese per curarsi. È necessario mettere mano con strumenti adeguati a questa situazione restituendo dignità alla sanità del Mezzogiorno, agli operatori che vi lavorano e ai cittadini bisognosi di cure».

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