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On. Wanda Ferro (FDI) su chiusura scuole specializzazione Università di Catanzaro

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“Oltre un anno fa avevo sollevato l’allarme per la possibile chiusura per mancanza dei necessari requisiti delle scuole di specializzazione di area sanitaria dell’Università di Catanzaro, su cui c’era stato un appello da parte dei direttori delle stesse scuole. Dalla Regione erano arrivate rassicurazioni che oggi, dopo che l’Osservatorio del Miur ha formulato parere di non accreditamento di sei scuole di specializzazione, suonano come una beffa ai danni dei giovani calabresi”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che prosegue: “Interrogherò il ministro dell’Università affinché si attivi per porre rimedio ad una situazione aggravata anche da anni di blocco del turnover imposto alla Calabria dal governo nazionale, e che rischia di avere ripercussioni gravissime sull’ateneo catanzarese e sul percorso formativo dei suoi studenti. Non vorrei che la sanità calabrese fosse commissariata non solo con l’imposizione di manager provenienti da altre realtà, ma anche togliendo la possibilità ai giovani calabresi di completare la propria formazione specialistica nell’unica facoltà di medicina della regione. D’altro canto occorre una seria assunzione di responsabilità di tutte le parti coinvolte nel processo di integrazione tra l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e l’azienda ospedaliera-universitaria “Mater Domini”, che non può essere intesa soltanto come una semplice annessione dei posti letto e trasferimento d’imperio dei dipartimenti, ma deve essere improntata a percorsi rispettosi delle rispettive professionalità, che abbiano come unico faro la qualità dell’assistenza offerta ai pazienti. L’integrazione tra le due aziende, oltre a consentire di aumentare il numero di prestazioni ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi, consentirebbe inoltre agli studenti di confrontarsi con il trattamento dei pazienti acuti che afferiscono al “Pugliese”, dove, a differenza del policlinico, è attivo il pronto soccorso. La Regione, al di là dei proclami, non è stata realmente in grado di governare questo processo, incapace di superare gli egoismi e gli interessi di singoli”.

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