Quattro speleologi, bloccati in una grotta, in salvo dopo ore

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L’allarme lanciatoda un quinto escursionistache era riuscito a uscire

Paura nella “Fossa del Lupo”, una delle depressioni più affascinanti e temute dell’Appennino. Cinque speleologi, quattro uomini ed una donna, impegnati nelle riprese di un film,, sono rimasti bloccati per ore in una grotta, a causa di una improvvisa onda di piena. Pronto l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico che ha portato le migliori professionalità nelle viscere dell’“Abisso del Bifurto”, dove il torrente in piena ha sorpreso i visitatori, rendendo inaccessibile la via d’uscita dalla grotta per il gruppo di esperti. In quattro hanno dovuto attendere i soccorritori, un quinto elemento, è riuscito ad uscire dalle gole pochi istanti prima dell’arrivo dell’onda. È stato proprio lui a lanciare l’allarme alle 16.35. Intorno alle 20 il primo degli escursionisti intrappolati è stato portato in salvo con l’ausilio di un’enorme fune.

Sul posto, per diverse ore, hanno operato alcune squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, dirette da Luca Franzese, che sono state supportate da altre unità specializzate in operazioni speleologiche e speleosubacquee.

Secondo una prima ricostruzione, i quattro escursionisti intrappolati sono riusciti a trovare riparo in un ramo secondario dell’abisso, fortunatamente senza subire danni fisici, seppur impossibilitati ad uscire a causa della presenza dell’acqua.

L’“Abisso del Bifurto”, detto anche “Fossa del Lupo”, è una profonda depressione che scende in verticale per 683 metri e mentre gli appassionati stavano effettuando una discesa è arrivata l’ondata che ha messo a dura prova le loro vite. Per loro sono state ore di grande apprensione. «I quattro speleologi stanno bene – ha detto Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso alpino speleologico della Calabria – sono a circa 50 metri di profondità e i problemi sono nati dalla piena d’acqua causata dalla pioggia. Contattati a voce ci hanno assicurato di non avere problemi fisici. Solo una persona dei quattro non è esperta, ma gli altri tre, pugliesi e calabresi (tra di loro anche l’ex sindaco di Alessandria del Carretto, Nino La Rocca), conoscono bene quei luoghi. Nella cittadina termale che ospita il noto Santuario della Madonna delle Armi, sono arrivati 24 volontari del Soccorso alpino e speleologico del resto della Calabria, dalla Puglia e dalla Campania per aiutare i colleghi già presenti da diverse ore sul posto. A operare almeno 40 persone, peraltro sotto la pioggia battente, anche se fortunatamente, con il passare delle ore, le condizioni meteo sono nettamente migliorate, aiutando i soccorritori ad intervenire e a scongiurare una nuova apocalisse com’era accaduto ad agosto dello scorso anno, nelle vicine “Gole del Ragane

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