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Regionali, salta la convention pro-Oliverio: «Ordine del Nazareno»

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Guglielmelli rinvia di una settimana la kermesse silana che avrebbe dovuto celebrare i risultati del governo regionale: «Problemi organizzativi». Ma gli oppositori interni sospettano un niet da parte di Zingaretti. Intanto scoppia la polemica sul sondaggio voluto da Roma

Ufficialmente il rinvio è dovuto a «esigenze organizzative», ma nell’area “non governativa” del Pd è forte il sospetto che dietro la decisione di sconvocare l’assemblea dei circoli e degli amministratori di Cosenza ci siano resistenze della segreteria di Zingaretti.
A comunicare la cancellazione dell’evento “Il nostro governo. Fatti, azioni e programmi per la Calabria”, che si sarebbe dovuto celebrare sabato prossimo a Camigliatello Silano, è stato il segretario provinciale Guglielmelli, che ha anche assicurato a breve una nuova convocazione per indicare «la data e il luogo dello svolgimento» della convention.
Il rinvio dell’evento che avrebbe dovuto celebrare i risultati del governo regionale ha scatenato le analisi interne, soprattutto quelle dei dissidenti antioliveriani, convinti che lo stop sia stato causato non da problemi organizzativi, ma da un preciso ordine del Nazareno.

IL NIET Secondo questa linea interpretativa, il niet della segreteria sarebbe strettamente legato al parterre che avrebbe dovuto partecipare alla kermesse di Camigliatello. Oltre a Oliverio e Guglielmelli, infatti, il programma prevedeva la presenza del commissario regionale Stefano Graziano e del responsabile del Pd per il Mezzogiorno, Nicola Oddati (nella foto, primo a sinistra accanto a Zingaretti e Oliverio). Quest’ultimo, sabato scorso, era a Reggio alla manifestazione unitaria dei sindacati, al fianco del segretario dem.
Celebrare i risultati del suo governo davanti a Oddati, per Oliverio, avrebbe di certo rappresentato un buon viatico per la sua ricandidatura alla Regione, perché un big nazionale, nonché membro dello “staff” del segretario, avrebbe legittimato il governatore in carica.
Il rinvio dell’assemblea – sostengono i retroscenisti del partito – potrebbe dunque essere stato determinato da un dietrofront quasi fuori tempo massimo di Oddati e Graziano, che avrebbero deciso di negare la loro partecipazione dopo le vibranti proteste recapitate a Roma proprio dagli antioliveriani calabresi. Solo un’interpretazione malevola? Graziano – nonostante i ripetuti tentativi di contatto da parte del Corriere della Calabria – per ora preferisce la via del silenzio. Guglielmelli invece minimizza e assicura che «si tratta solo di un rinvio dovuto a un impedimento di Oliverio» e che la convention, con ogni probabilità, «si svolgerà il sabato successivo». Quanto a Oddati, non ci sarebbero problemi di sorta, perché «aveva già assicurato la sua presenza».

LE PROTESTE A ROMA Sia come sia, è fuor di dubbio che quella parte di Pd che fa capo alle correnti Martina e Franceschini, nonché ai vari Guccione e Censore, abbia interpretato la convention silana come l’ennesima forzatura da parte di Oliverio. Che, secondo questa prospettiva, avrebbe violato espressamente le regole che il partito si era dato in occasione dell’assemblea regionale del 14 giugno, alla quale aveva preso parte anche il vicesegretario Orlando.
L’ex guardasigilli aveva fissato una road map che, sotto la bandiera dell’unità e del rinnovamento – e oltre alla creazione di un nucleo da affiancare al commissario, con la mission di dialogare con altre forze politiche e sociali –, prevedeva anche l’apertura di una discussione unitaria sui risultati del governo Oliverio. La «fuga in avanti» del presidente – così la definiscono i suoi detrattori – avrebbe però sconfessato questa impostazione, a solo due settimane da quella “tregua”.
Nessuno può comunque negare che nel Pd calabrese, malgrado la mediazione di Orlando, la tensione abbia superato i livelli di guardia. L’ultima polemica, in ordine di tempo, riguarda il misterioso sondaggio sul gradimento di Oliverio, che sarebbe stato commissionato dalla segreteria nazionale. Sia i seguaci del governatore, sia frondisti, ne confermano l’esistenza. Divergono, però, i giudizi di merito: per gli oliveriani la rilevazione sarebbe capziosa e orientata a mettere in cattiva luce l’operato del presidente; per l’area Guccione/Censore, invece, sarebbe soltanto un’operazione di routine, replicata in tutte le regioni chiamate al voto, da cui potrebbe dipendere la scelta del prossimo candidato di coalizione. (p.bellantoni@corrierecal.it)

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