Regione: 40 milioni all’anno per 765 precari, esclusi (per ora) gli ex Field

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Il Consiglio approva la storicizzazione delle risorse. Ma gli altri 103 lavoratori dovranno aspettare ancora, in attesa delle coperture. Oliverio rivendica i risultati raggiunti: «Già stabilizzati 1.200 lavoratori». Il centrodestra garantisce ancora una volta il numero legale

La chiamano “storicizzazione delle risorse”, ma altro non è che una nuova tappa nel processo di “stabilizzazione” di 765 precari calabresi.
La nuova norma approvata in consiglio regionale, tuttavia, non comporta l’esaurimento dell’intero bacino dei lavoratori regionali in attesa di definire il loro status. Proprio questa selettività ha scatenato lo scontro politico di un’assemblea nel corso della quale il centrosinistra di Oliverio ha dimostrato, ancora una volta, di non essere autosufficiente e di aver bisogno del “soccorso” della minoranza per portare a casa il provvedimento finale.

L’ok alla norma è infatti stato preceduto, a inizio seduta, da un fitto e animato conciliabolo tra il governatore e diversi consiglieri di opposizione, il cui voto è stato infine decisivo per l’approvazione della norma.
Il Consiglio ha così approvato la legge che conferma – meglio: “storicizza” – una spesa annuale di 40,3 milioni per il superamento del precariato dei 765 precari lsu-lpu (leggi 1 del 2014, 40 del 2013 e 31 del 2016). L’esclusione degli altri 103 precari (quelli della legge 12) ha però provocato le proteste della minoranza, che chiedeva l’approvazione dell’emendamento firmato da Baldo Esposito, dal valore di circa 2 milioni, per la stabilizzazione degli ex Field.

OLIVERIO: «STABILIZZATI 1.200 LAVORATORI» Oliverio ha cercato di disinnescare le rivendicazioni dell’opposizione: «Stiamo lavorando nell’interesse della Calabria e non c’è bisogno di chiamare ogni volta il numero legale. Chi non lo mantiene ha una responsabilità politica. E mi riferisco a tutto il Consiglio, non solo a una parte». Nel merito, poi, il governatore ha ribadito il suo impegno a favore dei lavoratori: «Fin dall’inizio della mia esperienza al governo la mia bussola è stata il superamento del precariato, il che significa non aggiungerne altro se prima non si stabilizza quello precedente. Sono già 1.200 quelli stabilizzati. Questa legge non fa altro che sancire una situazione consolidata».
Sui precari della legge 12, Oliverio ha invitato l’assemblea a lavorare per «trovare la copertura finanziaria» e «certificare quelli che ne hanno diritto, per evitare errori. Non c’è furbizia per bypassare il problema». Il presidente di Regione ha quindi ribadito la volontà di presentare una nuova legge o un provvedimento amministrativo per i lavoratori della legge 12. Esposito, dopo le rassicurazioni di Oliverio, ha quindi deciso di ritirare l’emendamento. L’Aula ha comunque approvato un ordine del giorno che impegna Oliverio a inserire nel percorso di stabilizzazione anche i lavoratori della legge 12.

IL DIBATTITO Per Angela Robbe, la legge rappresenta «una risposta che fin qui non era arrivata». L’assessore al Lavoro ha anche ribadito che l’intenzione di «includere tutti i precari», non senza ricordare che «il governo nazionale non ha diimostrato grande interesse e disponibilità a concorrere alla soluzione del problema».
Critico invece Fausto Orsomarso (Misto): «Non si può arrivare al 2019 ed avere ancora oggi incertezze su quello che doveva essere il precariato storico certificato».
Sebi Romeo, capogruppo del Pd, ha difeso il testo e l’operato della giunta, che «non ha creato un precario in più ma ha lavorato per stabilizzare quelli ereditati. La storicizzazione è la prova di una volontà chiara di questo governo. I precari sono tutti uguali, non ce ne sono di più uguali rispetto ad altri. La nostra impostazione politica e di governo sarà sempre la stessa».
Durissimo Baldo Esposito (Ncd) che – dopo aver bollato la norma come una «legge manifesto» destinata a «creare altre sacche di precariato» – ha chiesto a Robbe «tempi certi per portare in aula l’elenco definitivo dei precari, le misure economiche e un nuovo progetto di legge che non faccia figli e figliastri».
Dopo l’intervento di Alessandro Nicolò (Fdi), che ha criticato l’esclusione dei precari dell’aeroporto di Reggio, Carlo Guccione ha manifestato perplessità per la mancata pubblicazione di graduatorie («che avrebbero fornito un quadro preciso ed evitato l’incunearsi di persone che non hanno maturato il diritto») e chiesto l’avvio un ordine del giorno «per chiedere al governo l’avvio delle procedure per le stabilizzazioni».
Anche Mimmo Tallini (Fi) ha invocato un «elenco completo» e la votazione di un documento che stabilisca i principi attraverso cui i lavoratori ex Field vangano messi «al livello degli altri stabilizzati».
«C’è da dare un aiuto concreto a famiglie che sono alla fame», ha puntualizzato Arturo Bova (Dp), mentre Mimmo Bevacqua (Pd) ha esortato giunta e Consiglio a «interloquire con il governo per dire che la Calabria è stanca del precariato».

IL BILANCIO DEL “PALAZZO” Nel corso della seduta è stato anche approvato il rendiconto finanziario 2018 del consiglio regionale, che ha registrato un avanzo di amministrazione superiore ai 31 milioni, di cui 8,1 di avanzo vincolato e 9,7 destinati agli investimenti.

SPORTELLO ZES Approvato, dopo diversi rinvii, l’ordine del giorno presentato da Giuseppe Pedà che impegna il presidente della Regione ad adottare, nell’ambito della Zes, uno sportello informativo per l’area di Gioia Tauro, «orientato al supporto e all’accompagnamento degli investimenti per tutta la zona portuale e retroportuale del porto». «Lo sportello a Gioia è importante – ha spiegato Pedà – perché è il punto fondamentale per il riscatto lavorativo su cui tutti facciamo leva». (p.bellantoni@corrierecal.it)

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