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SENATO, PARTITA LA PROCEDURA CHE TOGLIERÀ IL SEGGIO CALABRESE A SALVINI

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La Giunta delle elezioni avvia formalmente la contestazione. Al posto del ministro subentrerebbe la forzista Caligiuri

È iniziata la procedura che dovrebbe determinare la perdita del seggio calabrese in Senato per Matteo Salvini, al cui posto subentrerebbe la forzista Fulvia Caligiuri.
La Giunta delle elezioni e delle immunità di Palazzo Madama ha infatti avviato la procedura per l’eventuale riassegnazione dei seggi. «Su proposta del relatore per la Regione Calabria Balboni – riporta una nota firmata dal presidente Maurizio Gasparri – si è deciso all’unanimità di aprire la procedura di contestazione dell’elezione del senatore Matteo Salvini, al cui posto subentrerebbe la candidata di Forza Italia, Fulvia Michela Caligiuri. Si precisa peraltro che, essendo stato eletto in più regioni, qualora fosse definitivamente approvata la procedura di contestazione, il senatore Salvini conserverebbe comunque il proprio seggio, che sarebbe assegnato nel Lazio».
La Giunta ha adottato altre due deliberazioni. La prima riguarda la contestazione dell’elezione del senatore del Pd, Edoardo Patriarca, al cui posto subentrerebbe il candidato della Lega Stefano Corti. Con la seconda è stato deciso, con 12 voti favorevoli e 10 contrari, «che il seggio non assegnato in Sicilia, a causa dell’esaurimento di tutti i candidati della lista Movimento 5 Stelle, sia individuato, ricorrendo alla legge elettorale per la Camera dei deputati, nella regione in cui lo stesso Movimento 5 Stelle ha conseguito la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata, ossia in Umbria. Sarà quindi redatto da parte del relatore un documento che verrà sottoposto alla decisione finale dell’assemblea».
In merito al seggio di Salvini, Balboni ha informato la Giunta della conclusione dei lavori del Comitato di revisione dei verbali sezionali. Dagli accertamenti effettuati dopo la verifica, «risulterebbe eletta nel collegio plurinominale Calabria 1» proprio Caligiuri. La commissione ha dunque dichiarato «contestata» l’elezione del ministro dell’Interno.
Il verbale della Giunta era stato chiarissimo: «I due seggi assegnati in sede di proclamazione dall’Ufficio elettorale regionale alla Lega e al movimento politico Forza Italia», in seguito all’attribuzione al partito azzurro di «2.916 voti in più rispetto ai dati di proclamazione», risultano «assegnati entrambi a quest’ultimo».
L’errore, in base ai rilievi degli avvocati di Caligiuri, si sarebbe verificato nella compilazione dei verbali della Corte d’appello di Catanzaro. Nel ricorso, stilato dagli avvocati Oreste e Achille Morcavallo si parlava di «gravi irregolarità nel dato complessivo conseguito da Caligiuri» e di «notevole divario tra i voti effettivamente conseguiti e i risultati dei verbali». (p. bel.)

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