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SERIE D | ROCCELLA, LA “ROSA” SARÀ TUTTA DA RICOSTRUIRE

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Nonostante la miracolosa salvezza conquistata in extremis nello spareggio playout di metà maggio scorso sul campo della Sancataldese, il Roccella anche il prossimo torneo di serie D rischia ancora una volta di vestire i panni del trapezista senza rete. Un altro campionato, insomma, da trascorrere, come del resto è avvenuto negli ultimi tre tornei disputati, nei bassifondi della classifica, oscillando così tra la zona retrocessione diretta e l’area playout. Questa posizione di precarietà, anche dal lato economico, di isolamento in cui è finito il club a causa delle dimissioni e degli abbandoni di diversi soci e sostenitori (a metà campionato si sono dimessi anche il presidente Maurizio Misiti e il vicepresidente Ettore Squillace) e l’evidente distacco che si è creato con gli sportivi roccellesi e con la cittadina, sta spingendo tanti giocatori amaranto, già proprietari, tra l’altro, del proprio cartellino o in prestito, a guardarsi attorno e, quindi, a prepararsi a cambiare aria e a cercare fortuna e certezze in altri club. Il rischio, quindi, è di non poter più contare su atleti del calibro di Amelio, Pizzutelli, Diop, Nogm, Cordova, Osei e Zukic, tanto per fare alcuni esempi. Anche i giovani e promettenti “fuoriquota” Adusa, Mbaye, Tassone, Filippone e Riitano, potrebbero decidere, se l’andazzo in casa amaranto resterà tale e quale, di cambiare aria e andare, quindi, a giocare altrove. Il rischio, insomma, di dover ricostruire quasi interamente la “rosa” per la prossima stagione è davvero concreto e reale a meno che la società ionica non decida in tempi brevi di prendere in mano la situazione e invertire decisamente la rotta in tutti i settori, rivedendo così ruoli e compiti all’interno del club.

Sul fronte tecnico, comunque, sembra che a guidare il team reggino sarà il tandem che, nelle ultime quattro partite, con merito e bravura dopo l’allontanamento dell’allenatore pugliese Passiatore, si è guadagnato la salvezza: Nicola Loccisano e Pino Bavaro.

ANTONELLO LUPIS (Gazzetta del sud)

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