SFRAMELI PRESENTA IL SUO LIBRO A MELITO PORTO SALVO

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Presentato a Melito Porto Salvo, nella sala dell’ex mercato coperto, il libro di Cosimo Sframeli: ‘Ndrangheta Addosso, Edito da Falzea. Un nuovo percorso del Tenente dei Carabinieri  Sframeli, giornalista-pubblicista, nonché Presidente dei Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana al merito “Nastro Verde” della Calabria. L’incontro è stato organizzato da Lucia Mangeruca, Presidente A.I.Par.C. Melito Area Grecanica; Saluti istituzionali formulati da Giuseppe Meduri, Sindaco del Comune; hanno relazionato: Paolo Licordari, Dirigente Medico; ha moderato l’incontro: Gianfranco Marino, Giornalista; ha interloquito Paolo Falzea, Editore della pubblicazione. Quanto mai eloquente il Sindaco del Comune di Condofuri, Tommaso Iaria; toccanti le parole del Consigliere regionale Giuseppe Pedà, soccombente il discorso di Walter Scelbo, ex Sindaco di Palizzi, dove, recentemente, Sindaco e Consiglieri sono stati rescissi per presunte infiltrazioni mafiose nell’amministrare la res publica;  puntuale il ragionamento di Caterina De Stefano, Medico ASP di Reggio Calabria. Nel caldo pomeriggio, tantissima gente ha affollato la sala, partecipando alle interessanti ricostruzioni dei tempi bui della Calabria, martoriata dai sequestri di persona, da efferati omicidi, dal riciclaggio di denaro, di tutti quei reati che la ‘ndrangheta compiva per investire nel business del narcotraffico. Quindi, l’impossibilità della Calabria, ancora inerme e vittima della crudele morsa della criminalità mafiosa (ormai sistema economico di potere istituzionalizzato e politicizzato) e della inefficienza di tante istituzioni presenti nel territorio. Ad animare questa terra è la grande forza della più rilevante gente onesta, donne e uomini, che edifica ciò che il crimine organizzato distrugge. In questa fascia Jonica, riconosciuta la più depressa d’Italia, sono i Sindaci a rappresentare politicamente lo Stato democratico negli avamposti più angoscianti quasi ad essere nella trincea della prima linea a difendere quotidianamente il Consiglio comunale, che rappresentano, da un nemico disumano, divenendo essi stessi bersaglio da abbattere. Si vanificano, così, le ragioni e le opere a favore dei cittadini e del territorio. La bellezza dei paesi adagiati sulla costa, la storia e i miti della Calabria, come pure la fuga, per edificare altrove un futuro, di tanta gente onesta, l’ostinazione di chi resta, prodigandosi per migliorare la società in cui vive. “Occorre esserci nati per amarla, tanto è piena di pietre e di spine”, dice Corrado Alvaro della sua terra. L’autore ha aggiunto che per amare questo territorio, patria di civiltà millenarie, non è sufficiente predicare o agire bene, ma è necessario mettere in conto anche l’eventualità di perdere la vita. Ed è Saverio Strati a sostenere: “Quella del Sud è una terra ingrata e graffiata anche dalla malasorte, dove uomini ed animali hanno convissuto e hanno fatto parte dello stesso mondo“. In conclusione, riconoscendo la forza dell’amore, con audacia quotidiana, riusciremo a curare le ferite delle ingiustizie e le sofferenze altrui con eroismo, pronti a pagare di persona, senza giudicare nessuno, per servire la gente di Calabria. Spingere ancora più in alto il pensiero, rin­vigorire l’anima, consolidare le idee. Dice Papa Francesco: “Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco”. Encomiabile la fatica di Sframeli in ‘Ndrangheta Addosso, un nuovo modo di scrivere, saggio e racconto, che si legge tutto d’un fiato. Riflessioni e i perché su tanti fatti e circostanze di questa Calabria, difesa ad oltranza dall’autore. L’Aspromonte e i suoi paesi sono analizzati in maniera serena, dando voce alle vittime, alla gente onesta e ponendo interrogativi sulla lotta di contrasto alla ‘ndrangheta, combattuta da tanti da tanto tempo, ma soprattutto della “‘Ndrangheta” che i calabresi si portano “Addosso”, alla maniera di un fardello. Leggere il libro, anche nelle scuole, per meglio comprendere.

 

Chi non sceglie lascia il potere alla folla. E la folla sceglie Barabba. Sempre.

Roberto Benigni

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