Stilo: la statua di Tommaso Campanella è in pericolo

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Nel mentre c’è chi si indigna per un orrendo balcone costruito su una non certa “casa natia” c’è chi continua, invece, a manifestare preoccupazioni per la statua di Tommaso Campanella a Stilo. L’opera in bronzo eretta in piazza Luigi Carnovale, il mecenate stilese che ha affidato la realizzazione  allo scultore Ernesto Gazzeri nel 1922, soffre di tanti mali che andrebbero urgentemente sanati. Questo l’ allarme lanciato da parte di alcuni concittadini del Campanella nei giorni scorsi. Il monumento al filosofo stilese, di cui lo scorso anno era ricorso il 450 anniversario della nascita, costituito da un blocco di  granito locale realizzato dallo scalpellino stilese  Peppino Drago e sul quale si innalza la statua bronzea del Campanella a grandezza naturale,  si trova in pessimo stato di conservazione. Ancora  distacchi e un ulteriore accentuato divaricamento dei blocchi di granito si evidenziano ad occhio nudo così come per le superfici bronzee che risultano ricoperte, in maniera piuttosto omogenea, di depositi e concrezioni di varia natura (sporco, polvere, processi di corrosione attiva, processi di trasformazione). In alcuni tratti,  soprattutto nei sottosquadri, sono presenti croste nere e depositi  che si mostrano durissimi e ben aderenti al substrato.  In molti punti  le patine di corrosione attive  sono piuttosto uniformi, compatte e aderenti al substrato metallico, con un cromatismo che varia dal verde brillante  all’azzurro rendendo le superfici poco leggibili e disomogenee. In alcuni casi le corrosioni attive hanno carattere  crateriforme e pulverulento  con  evidente corrosione localizzata in forma di pitting, e perdita di materiale. Occorre  a questo punto, è il grido di allarme che si alza dalla piazza,  un urgente  e serio intervento di restauro partendo dall’opera bronzea e per finire al sostegno del basamento  in granito   proprio per  evidenziare il grande attaccamento al filosofo orgoglio e vanto di Stilo e degli stilesi oltre che della Calabria che gli ha persino dedicato persino la sede  del Governo Regionale ma che ora sembra difficile a tutti reperire 30mila euro (tanto il costo stimato dei lavori) per un intervento conservativo.  “La sensibilità di tutti speriamo possa finalmente risvegliarsi  ci dicono – e dare così la giusta attenzione ad un opera rappresentativa”  dove, aggiungiamo,  più che le parole contano i fatti poiché, come disse lo stesso filosofo in un suo sonetto, “le parole non arrivano a dir l’essenza delle cose”.  

 

GIORGIO METASTASIO (dal Quotidiano del Sud)

 

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