Una mandria di capre assalta Monte Stella

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PAZZANO –  Una mandria di capre ieri mattina ha assaltato l’eremo santuario di Santa Maria di Monte Stella. Oltre un decina di capre hanno invaso l’area sacra dell’antico romitorio distruggendo in pochi minuti tutto il patrimonio arboreo e le piante poste a decoro della struttura lungo i vialetti della via Lucis.  Qualcuna delle capre  è riuscita persino a inerpicarsi sui tetti dei fabbricati provocando gravi danni anche al sistema di copertura. Non appena verificata la presenza della mandria incustodita, anche con l’ausilio, delle telecamere del sistema di videosorveglianza interna,  il rettore del santuario, don Enzo Chiodo, ha subito avvisato i carabinieri di Stilo al fine di identificare il proprietario degli animali  e per constatare i danni arrecati. Non è la prima volta che le capre invadono il santuario di  Monte Stella e già in passato sono state prodotte diverse denunce contro ignoti per il danneggiamento delle strutture. Persino l’allora prefetto di Reggio, Michele  di Bari, nella primavera scorsa  con una visita a sorpresa sui luoghi del santuario, prima del suo trasferimento ad altra sede, aveva assicurato il proprio interessamento al caso adottando i provvedimenti opportuni. Il tema dei bovini vaganti, le cosiddette “vacche sacre”, e in generale quello degli animali abbandonati dai proprietari a vagare senza controllo, è stato più volte affrontato da Di Bari.  Ad oggi, stando a quanto si è verificato ieri mattina,  non sembra siano stati effettuati interventi coercitivi nei confronti degli allevatori del gregge, anche se, secondo quanto si è potuto appurare, alcuni degli animali sono sprovvisti di bottoni auricolari per l’identificazione. Il santuario di  Monte Stella del IX sec.,  assieme alla Cattolica di Stilo e al monastero di San Giovanni Theristis di Bivongi,  rappresenta  un’inedita e suggestiva testimonianza  di storia, arte e spiritualità  degli asceti e anacoreti che in questi luoghi, dopo il loro esilio dall’area dell’Impero di Bisanzio, tennero accesa la fiaccola della Cristianità. Oggi purtroppo, in pieno periodo di intenso pellegrinaggio alla grotta Mariana, si assiste a questo ulteriore deplorevole vilipendio e profanazione del luogo religioso a causa di gente senza scrupoli che non governando o trascurando il proprio gregge non si ferma nemmeno difronte alla casa del Signore.

 

GIORGIO METASTASIO (da  il Quotidiano del Sud)

 

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