Bombardieri: “In Calabria contro la ‘Ndrangheta servono risorse e impegno come nella Sicilia degli anni di piombo”

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La conferenza stampa per rendere conto dell’inchiesta sulle cosche della Piana di Gioia Tauro e sulle proiezioni a Bologna ed ad Aosta diventa l’occasione per il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, per ribadire l’emergenza ‘ndrangheta vada combattuta tramite un aumento di uomini e risorse.

L’inchiesta, infatti, fotografa una realtà criminale di alcuni anni fa, non per i ritardi investigativi, ma per il lungo tempo di giacenza nell’Ufficio Gip, deputato ad autorizzare o negare le ordinanze di custodia cautelare. Fu il pm Matteo Centini (trasferito ad altra sede già da alcuni anni) a depositare la richiesta di misura: e gli arresti vedono la luce solo oggi.

 

 

Questo per via delle carenze di magistrati presso l’Ufficio Gip: “L’ho detto più volte, anche nei tavoli istituzionali, che l’emergenza non risiede nell’organico della Procura, ma in quello degli uffici giudicanti” afferma Bombardieri. Il procuratore dice di aver portato la questione sia all’attenzione del presidente della Corte d’Appello, Luciano Gerardis, sia a Roma.

Il sottodimensionamento degli uffici giudicanti, quindi, porterebbero a ritardi nel contrasto alla criminalità organizzata: “Serve che i giudici vengano invogliati a venire a lavorare a Reggio Calabria e non parlo solo sotto il profilo economico o di prospettive di carriera, ma soprattutto di qualità del lavoro: bisogna mettere i giudici nelle condizioni di lavorare al meglio”. Il riferimento, quindi, è al contesto, al fatto di non mettere i magistrati, soprattutto se giovani, di fronte alla prospettiva costante di sovraccarico del lavoro e di ansia per evitare le scadenze.

L’affermazione più forte (soprattutto per i toni cauti, cui Bombardieri ha abituato in questi mesi) riguarda quindi l’atteggiamento con cui lo Stato centrale e il Governo devono guardare alla situazione calabrese: “Serve un impegno pari a quello messo in campo nella Sicilia degli anni di piombo”. Un’affermazione che dà conto, da parte di un osservatorio autorevole e privilegiato, di come la ‘ndrangheta sia ancora forte, presente nel tessuto economico e sociale.

Da parte di Bombardieri, tuttavia, non arrivano critiche al Governo, anzi: “La presenza del ministro degli Interni in Calabria per quattro volte in pochi mesi, ma anche la convocazione del Consiglio dei ministri in seduta ordinaria a Reggio Calabria sono certamente segnali di vicinanza al territorio”. Per Bombardieri, adesso, servono più uomini nelle forze dell’ordine dispiegate sul territorio. Ma – ha affermato – sul punto sarebbero già arrivate garanzie dai vertici, tanto del Ministero, quanto dei corpi di appartenenza.

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