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DECRETO SICUREZZA BIS, CAOS ALLA CAMERA: AGGREDITA LA DEPUTATA CALABRESE ENZA BRUNO BOSSIO

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Commessi a presidiare i banchi della presidenza. Deputati che si affrontano per le vie brevi. E poi l’incidente, se così si può chiamare, tra Andrea Romano e Francesca Businarolo. Le Commissioni affari costituzionali e giustizia, riunite in forma congiunta nella sala del Mappamondo, somigliano a un campo di battaglia.

Ad agitare gli animi non tanto e non solo il tema del giorno, il decreto sicurezza bis, quanto la richiesta delle opposizioni a Matteo Salvini di riferire in aula sul Russiagate. Il Pd ieri ha occupato i banchi. Seduta rinviata a oggi, con la giornata che si apre sulla notizia del premier Giuseppe Conte che accetta di rispondere a nome del governo al Senato, mercoledì prossimo 24 luglio.

“Io parlo di cose vere, non di fantasia”, rimarca dal canto suo Matteo Salvini, che negli stessi minuti passeggia al Verano, dove visita il gattile. Tutt’altro clima in commissione, dove è il M5s a fronteggiare le opposizioni. Romano contesta la conduzione dei lavori alla presidente Francesca Businarolo. “Lei non è in grado”, dice. Per i M5s è esplicito il riferimento alla gravidanza della pentastellata. Apriti cielo. Barbara Saltamartini e Enza Bruno Bossio si fronteggiano a brutto muso. Strascico in aula e in ufficio di presidenza. I social ribollono.

Oggi la deputata Enza Bruno Bossio è stata aggredita in Commissione da una sua collega leghista per aver legittimamente chiesto che il ministro dell’Interno riferisca in Parlamento sui fondi russi. Ricordiamo che questa vicenda, al di là del tentativo di corruzione internazionale, rappresenta anche un pericoloso indebolimento della sicurezza nazionale, ceduta senza remore (armi e bagagli) a Putin, per “banali” fini di lucro personale. Smascherati da una chiara intercettazione, non reggono alla verità e passano alla violenza verbale e fisica nel tentativo di nasconderla ancora. Solidarietà ad Enza, combattente nata, che non si ferma certo davanti ad un volgare dito puntato addosso. Matteo Salvini, nel frattempo la maggioranza degli italiani attende che tu chiarisca in Parlamento, a casa nostra.

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