“Economia vibonese allo sbando”, dai sindacati il Patto per il rilancio del territorio

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“Zes, Infrastrutture e Logistica, quale sviluppo per il territorio?” di questo si è discusso ieri nel piazzale antistante la Capitaneria di Porto di Vibo Marina nel corso dell’iniziativa organizzata da Cgil, Cisl e Uil alla presenza dei segretari generali Raffaele Mammoliti; Francesco Mingrone Santo Biondo e Pasquale Barbalaco. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Sbarra segretario generale aggiunto della Cisl. Ha portato i saluti istituzionali il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo. 

La riflessione è stata ampia ed articolata. Si è partiti dall’analisi della situazione economico-sociale e occupazionale del territorio vibonese. I segretari hanno, infatti, rilevato come gli indicatori dei più importanti istituti di ricerca non danno segnali di crescita né di ripresa produttiva. 

D’obbligo il passaggio sull’ipotesi che prevedeva l’abolizione della Provincia che, seppure superato, ha – secondo quanto emerso nel corso del dibattito – inferto un duro colpo ed è stato contrassegnato dal prevalere di un diffuso senso della rassegnazione e da un decadimento generalizzato che ha provocato uno stato di abbandono preoccupante che non sarà facile affrontare e rimuovere.  

Il dibattito si è, poi, spostato sulle infrastrutture. E, quindi, sul porto. Fino ad arrivare alle proposte delle forze sociali: Le nostre proposte, sulle quali invitiamo l’intera classe politica  e istituzionale, provinciale, regionale e nazionale, a ragionare seriamente: avviare una interlocuzione con Eni, Nuovo Pignone, Imprenditoria locale per utilizzare i possibili benefici previsti dalla Zes e dai Contratti di investimento per consolidare e allargare la base produttiva esistente; aprire un confronto con Anas e le istituzioni competenti per esaminare le strozzature esistenti sulla mobilità che impediscono ai prodotti manifatturieri realizzati in loco di raggiungere il Porto in tempi congrui; valorizzare concretamente il Porto di Vibo Marina utilizzando gli interventi previsti dal Patto per la Calabria in modo di avere una struttura adeguata in grado di canalizzare e veicolare lo sviluppo produttivo di tutti i settori: turistico, agroalimentare e manifatturiero; aprire un confronto tra il partenariato sociale, economico e produttivo locale con Provincia, Comune capoluogo, Regione e i parlamentari del territorio per mettere a fuoco e iniziare a utilizzare bene gli strumenti e le risorse disponibili previste dal Patto per la Calabria, dalla Zes, da Impresa 4.0, dalle risorse ordinarie al 34% estese ad Anas e Rete ferroviaria italiana, dal Contratto di sviluppo. 

E a fare sintesi dei lavori oltre che lanciare un monito al Governo è stato a Luigi Sbarra segretario generale aggiunto della Cisl secondo cui la via è quella del rilancio delle politiche economiche del territorio, in grado di coniugare politiche industriali, sostegno alle pmi, investimenti sul  sociale, tutela del lavoro a crescita produttiva, formazione a innovazione, trasparenza e legalità. “Mai come oggi – ha concluso – è forte il dovere di investire sul protagonismo del meridione, dei suoi lavoratori e imprenditori, dei suoi giovani e pensionati. La proposta del sindacato è sul tavolo: sta al Governo, ora, cambiare rotta ed aprire una stagione di coesione e riforme concertate”. Su queste proposte, il sindacato territoriale, proseguirà la sua azione propositiva, per creare anche in questo territorio le vere opportunità di crescita, sviluppo e lavoro.

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