Fondi Lega-Russia, sono due i calabresi nell’audio di BuzzFeed

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Gianluca Meranda, l’avvocato presente all’incontro del Metropol, è originario di Cosenza. Secondo Repubblica sarà ascoltato nelle prossime ore dalla Procura di Milano

Sono due i calabresi nel caso dei presunti finanziamenti alla Lega dalla Russia. Non c’è soltanto Bruno Giancotti (Janko nelle intercettazioni divulgate dal sito statunitense BuzzFeed), l’imprenditore di Serra San Bruno che vive da decenni a Mosca. Tra i nomi più citati in questa fase dell’intrigo internazionale c’è anche l’avvocato Gianluca Meranda, il secondo uomo dell’incontro all’Hotel Metropol di Mosca, che sarà ascoltato nelle prossime ore dalla procura di Milano.
«I magistrati che indagano su Gianluca Savoini, con l’accusa di corruzione internazionale, dopo aver letto la lettera di Meranda pubblicata ieri da Repubblica, vogliono incontrarlo per capire chi c’era e cosa è accaduto il 18 ottobre scorso nell’albergo russo. Come è stato possibile ricostruire dall’audio acquisito dai pm, al Metropol Savoini e Meranda, insieme con almeno un altro italiano, incontrarono alcuni emissari russi trattando, nell’ambito di una vendita di carburante all’Eni, un presunto finanziamento alla Lega in vista delle europee del maggio scorso», si legge su Repubblica. «Intanto Palazzo Chigi scarica su Salvini la presenza di Savoini alla cena a villa Madama per la visita di Stato di Putin: una nota precisa che “l’invito è stato sollecitato da Claudio D’Amico”, consigliere per le attività strategiche del vicepresidente Salvini, il quale ha giustificato l’invito in virtù del ruolo di Savoini di presidente dell’Associazione Lombardia-Russia».

Tornando a Meranda il suo ruolo sarebbe cruciale. Uomo che ha sempre lavorato dietro le quinte, è un avvocato di affari di origine calabrese. È nato a Cosenza nel 1970, ha uno studio a Roma ed è cofondatore dello studio internazionale Sqlaw. Lavora principalmente con banche e compagnie petrolifere e ha raccontato a Repubblica di essere stato seduto a quel tavolo come “General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca (…) ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa”. Meranda non vuole dare ulteriori informazioni». Meranda, secondo quanto riportano sia Repubblica che il Fatto Quotidiano, sarebbe massone («non smentisco e non confermo» ha risposto proprio a Repubblica), iscritto alla Loggia parigina “Salvator Allende” del Grande oriente di Francia dal 2016. E nei prossimi giorni sarà chiamato a chiarire i sospetti della Procura sull’incontro al Metropol che imbarazza la Lega.

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