Gioiosa e Brancaleone, stangate ai clan “Banco Nuovo-Cumps” in abbreviato: 25 condannati a 284 anni

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In “Tipografic” il Tribunale di Locri ha inflitto 140 anni di reclusione a 21 imputati, tra cui 25 a Giuseppe Jerinò “Manigghjia”. Il pubblico ministero aveva chiesto pene per quattro secoli
La maxi inchiesta partì dalla denuncia di un imprenditore che nel 2009 finì preda degli usurai La pena più elevata è stata inflitta al gioiosano Giuseppe Jerinò “Manigghjia” .  Si è concluso con 21 condanne, 15 assoluzioni e una prescrizione il primo grado del processo “Tipografic” che si è svolto con il rito ordinario. Dopo tre giorni di camera di consiglio il Tribunale di Locri (presidente Fulvio Accurso, giudici Giovanna Di Maria e Anita Carughi, ha disposto condanne a complessivi 140 anni di reclusione e 190 mila euro di multa, rispetto a 4 secoli di carcere e circa mezzo milione di euro chiesti dalla Procura. Le condanne vanno da un minimo di uno a un massimo di 25 anni di reclusione.

La Procura antimafia reggina, rappresentata dal sostituto Giovanni Calamita, contestava a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito con l’aggravante del metodo mafioso, ed altro. Gli imputati sono residenti fra Gioiosa Jonica, Marina di Gioiosa e in minima parte Siderno. La maxioperazione “Tipografic” è anche chiamata “Acero bis” o “Millepiedi” ed è stata eseguita congiuntamente dai militari della Guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma, e dai carabinieri del Ros, del comando provinciale e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria”, coordinati dalla Dda reggina.

La maxi inchiesta, come si ricorderà, partì dalla denuncia di un piccolo imprenditore gioiosano che nel 2009 chiese un prestito e finì preda degli usurai. Gli investigatori ritennero di individuare tassi usurari fino al 15% mensile, e dal 40% a circa il 500% annuo, cifre insostenibili che hanno portato alla disperazione il debitore, oggi testimone di giustizia che è stato sentito nel corso del dibattimento ed è stato, ritenuto credibile anche dai giudici che hanno disposto in suo favore il riconoscimento dei danni.

Tra i reato contestati dalla Dda ad alcuni imputati c’è l’appartenenza al “Crimine”, nella sua articolazione della “locale” di Gioiosa Jonica, che secondo l’accusa sarebbe articolata in più componenti criminose suddivise per territorio, quali la ‘ndrina di Gioiosa “centro”, quella di contrada Prisdarello, quella della zona di “Giardini”, quella della zona di Bemagallo e quella di Martone. Il reato associativo non è stato riconosciuto per alcuni imputati che sono stati assolti, il defunto Giuseppe Lupoi, ritenuto dall’accusa al vertice della ‘ndrina di Prisdarello, tesi contro la quale ha concluso l’avv. Leone Fonte, che insieme all’avv. Putrino ha ottenuto l’assoluzione anche per Pasquale Zavaglia, a sua volta accusato di essere al vertice della ‘ndrina di Bemagallo. Per gli altri imputati assolti sono intervenuti gli avvocati Minniti, Furfaro, Misaggi, Rodinò, Iaria e Albanese.

Il tribunale ha riconosciuto il risarcimento dei danni per la Regione, il Comune di Gioiosa Jonica, l’associazione “La verità vive onlus”, la fondazione antiusura “Interesse Uomo” e altri soggetti privati.

Ha retto in primo grado l’impianto accusatorio del maxiprocesso “Banco Nuovo – Cumps” per quanto riguarda il filone dell’abbreviato. Nella tarda serata di giovedì, infatti, dopo una lunga camera di consiglio, il gup di Reggio Valentina Fabiani ha disposto 25 condanne a poco meno di tre secoli di reclusione. Il giudice ha assolto 7 imputati e dichiarato una prescrizione. La Procura distrettuale reggina, rappresentata dai sostituti Simona Ferraiuolo e Francesco Tedesco, aveva a concluso per condanne a poco oltre 3 secoli di carcere per reati dall’associazione mafiosa alla tentata estorsione, e in materia di armi e droga.

L’accusa si fonda sugli esiti della maxioperazione contro le ‘ndrine di Africo Nuovo, Motticella, Bruzzano Zeffirio, Brancaleone e zone limitrofe. Due filoni d’indagine. Uno è quello eseguito dai carabinieri del Gruppo di Locri, che ha documentato una massiva infiltrazione dei clan nel settore degli appalti pubblici e il potere di condizionamento mafioso degli organi istituzionali. L’altro è stato portato avanti dai Commissariati di Condofuri e Bovalino ed ha approfondito i reati in materia di armi e di stupefacenti.

Come ha sottolineato la Procura nel corso della requisitoria, l’indagine è fondata principalmente su acquisizioni probatorie derivanti da intercettazioni telefoniche e ambientali che avrebbero consentito di delineare nuovi e aggiornati assetti criminosi e gli equilibri tra le varie consorterie della fascia ionica reggina operanti e attive, in particolare, nel territorio compreso tra Brancaleone e Africo, con la definizione, nei rispettivi ambiti, di ruoli ben precisi in capo a una pluralità di soggetti, alcuni dei quali già coinvolti in attività investigative, ma altri mai emersi prima di oggi nello scenario criminale.

Il gup reggino ha disposto il risarcimento dei danni in favore delle parti civili Regione Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comuni di Africo e Brancaleone e associazione “La Verità Vive onlus”. Tra le 7 assoluzioni risaltano quelle di Fabio Trunfio, difeso dall’avv.ssa Araniti, di Antonio Toscano (avv. Bertone), di Michele Ascone (avv. Ceruso), e di Giovanni Morabito e Lavinia Patea assistiti dall’avv. Furferi. Alcuni legali hanno già preannunciato che ricorreranno in appello.

In “Tipografic”quindici assolti

Condanne

Francesco BARBIERO: 4 anni   Salvatore BUTTIGLIERI: 1 anno   Luigi CHERUBINO: 9 anni    Rocco DEMASI: 5 anni   Giuseppe DEMASI: 4 anni   Corrado FRANZÉ: 4 anni 6 mesi   Rocco FORTUNIO: 5 anni   Carlo IERINÒ: 4 anni 6 mesi   Giuseppe JERINÒ: 25 anni   Maria JERINÒ: 4 anni 6 mesi   Giuseppe V. INFUSINI 11 anni 10 mesi    Maurizio LOGOZZO: 4 anni 6 mesi    Rocco MACRÌ: 4 anni    Vincenzo MESITI: 6 anni 6 mesi   Rocco NOVEMBRE: 1 anno (pena sospesa)   Rocco OPPEDISANO: 1 anno (pena sospesa)   Rocco RODINÒ: 13 anni 6 mesi    Salvatore RODINÒ: 13 anni    Pasquale SCALI: 6 anni 6 mesi   Nicola A. SIMONETTA: 6 anni   Santa URSINI: 4 anni 6 mesi

Prescrizione

Giorgio JERINÒ

Assoluzioni

Filippo BENCI   Massimiliano FORTUNIO   Domenico Antonio JERINÒ   Franco JERVASI   Giuseppe LOCCISANO   Giuseppe LUPOI (deceduto)   Teresa OPPEDISANO  Vincenzo PARRELLI  Salvatore PROTA   Teresa PROTA  Luigi RACCO    Armando NAPOLI    Vincenzo SAINATO   Natale SCALI   Pasquale ZAVAGLIA                                                                                                                                                                                                                                                                               FONTE : GAZZETTA DEL SUD  AUTORE: ROCCO MUSCARI

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