GIOIOSA JONICA (RC): MORTE IN CARCERE DI ROBERTO JERINÒ: LA FAMIGLIA CONTINUA LA SUA BATTAGLIA ALLA RICERCA DELLA VERITÀ

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E’ stata avanzata dal P.M. dott. De Caria una nuova richiesta di archiviazione nel procedimento penale pendente contro ignoti per la morte di Jerinò Roberto Domenico, avvenuta il 23.12.2014 presso l’ospedale di Reggio Calabria. Già in data 18.12.2018 il Gip di Reggio Calabria, ritenendo ammissibile la richiesta di opposizione formulata dall’avv. Maria Tassone, legale della famiglia Jerinò, aveva trasmesso gli atti all’Ufficio di Procura per l’espletamento di nuove indagini. In particolare, secondo il Gip Savaglio, “le indagini esperite al fine di accertare se sussistano eventuali responsabilità del personale medico o del personale del carcere appaiono meritevoli di approfondimento in ordine ad eventuali condotte che si sarebbero potute tenere al fine di evitare/ritardare il decesso di Jerinò Roberto, atteso che la perizia medico legale effettuata dal consulente incaricato dal Pubblico Ministero è basata su documentazione medica solo parziale, per cui le conclusioni a cui è giunta appaiono eccessivamente generiche e non dotate di sufficiente rigore scientifico, anche alla luce di quanto riportato nelle perizie di parte effettuate dai consulenti medici di parte” . Tuttavia, il Pubblico Ministero procedente, all’esito delle ulteriori indagini espletate, avvalendosi del consulente tecnico Dott. Maurizio Morelli, che ha redatto una nuova consulenza al fine di stabilire le cause del decesso del Jerinò, in data 21 giugno 2019 ha richiesto l’archiviazione del Procedimento. L’avvocato della famiglia, la penalista Maria Tassone, ha quindi depositato formale atto di opposizione all’archiviazione, dimostrando ancora una volta la presenza di condotte penalmente rilevanti che hanno determinato la morte del Jerinò Domenico Roberto. Invero, il legale, avendo incaricato come consulente medico di parte il prof.  Peppino Pugliese, Specialista in cardiochirurgia e malattie dell’apparato cardiovascolare- docente presso l’Università degli Studi Alma Mater di Bologna, ha prodotto una corposa relazione medica che, oltre a ribadire quanto sempre sostenuto circa le gravi colpe mediche che hanno comportato il decesso del sig. Jerinò, ha rilevato, come, nonostante vi fosse un alto indice di Rischio Cardiovascolare Globale (RCG) già dall’ingresso in carcere del Jerinò e tale rischio sia via via aumentato durante la permanenza nell’istituto penitenziario, nessuno dei medici responsabili che hanno avuto in cura Jerinò Domenico Roberto è riuscito ad approntare le misure idonee ad evitare l’esito peggiore. E, dunque, da un lato non sono state poste in essere le cure preventive e le misure urgenti che erano d’obbligo nel caso di specie, che qualsiasi medico avrebbe dovuto adottare e che avrebbero sicuramente salvato la vita del Jerinò e, dall’altro, tali mancanze sono state la causa diretta di una serie di eventi che hanno portato al decesso. I familiari di Roberto andranno avanti fino all’affermazione definitiva della verità.

Francesco Jerinò – figlio di Roberto

fonte: ciavula.it

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