La Slai Cobas denuncia: situazione d’emergenza per i lavoratori di Locride Ambiente

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A S.E.  Il Presidente del Consiglio dei Ministri

A S.E.  Il Ministro del Lavoro

  1. S.E. Il Prefetto di Reggio Calabria

Alla Locride Ambientale s.p.a.

LETTERA APERTA

La presente comunicazione per mettere a conoscenza delle altissime istituzioni cui la stessa è diretta una vera e propria situazione d’emergenza che da sempre attanaglia i lavoratori assistiti dalla scrivente organizzazione sindacale che si trovano loro malgrado alle dipendenze della Locride Ambiente s.p.a. società operante nel settore r.s.u. ed attiva esclusivamente nella provincia di Reggio Calabria.

Da quanto la scrivente organizzazione è stata chiamata ad assistere e rappresentare i  lavoratori dipendenti di tale società, infatti, si è trovata a combattere quotidianamente per il rispetto dei loro più elementari diritti, a partire dal pagamento delle retribuzioni che la società sistematicamente omette di corrispondere, accumulando mesi e mesi di retribuzioni arretrate, trincerandosi sempre dietro il ‘paravento’ dei ritardi nel pagamento dei canoni da parte delle varie Amministrazioni appaltanti che certo, dal canto loro, non ottemperano ai loro doveri con puntualità.

Ogni iniziativa e protesta intrapresa dalla scrivente O.S. – stati di agitazione, scioperi, presidi e via dicendo – è stata sempre riscontrata da parte aziendale con note a firma del proprio legale di fiducia nelle quali si inneggiava al dialogo sottolineando come gli inadempimenti datoriali trovassero la loro origine negli inadempimenti delle varie stazioni appaltanti nel malriuscito tentativo di distogliere da sé l’attenzione puntandola in altre direzioni laddove, invece, è responsabilità esclusiva dell’azienda retribuire i lavoratori, attivandosi poi in proprio per risolvere le morosità accumulate nei propri confronti che non possono certo essere scaricate sulle spalle dei prestatori.

Nient’altro che scuse e vuote parole, dunque, per come clamorosamente quanto amaramente emerge oggi allorquando, nel pieno del periodo di franchigia stabilito dalla legge per i servizi pubblici essenziali con conseguente impossibilità dei lavoratori di far ricorso alle forme di protesta previste sdall’ordinamento, la società – che pur ha incassato notevoli somme per canoni arretrati da parte di iverse Amministrazioni – omette  il pagamento delle retribuzioni ai lavoratori con un ritardo che ad oggi ammonta già a due mensilità con la terza in corso di maturazione, poggiando evidentemente sulla temporanea impossibilità dei lavoraotri di protestare e, magari, scioperare con i relativi disservizi e  disagi per le collettività.

La (temporanea) posizione di forza in cui la società in questo momento si trova per gli indicati motivi, ha dunque smascherato se mai ve ne fosse stato bisogno la mentalità ed il il modus operandi di tale azienda che da mesi inutilmente continuiamo a denunciare.

Perchè i comportamenti illegittimi realizzati da tale società – peraltro a capitale misto con cospicua partecipazione pubblica – non si fermano qua, spaziando dall’illegittima applicazione del diverso CCNL Multiservizi solo perchè contenente tabelle salariali più basse di quello Fise Assoambiente proprio del comparto, all’illegittimo ricorso per il reperimento di manodopera ad agenzie interinali di somministrazione di lavoro che consentono all’azienda di non assumere personale con conseguenti notevoli risparmi economici che però, per converso si traducono di fatto in concorrenza sleale ai danni delle aziende che non vi fanno ricorso oltre che in un abbassamento dei livelli occupazionali in una terra da sempre affamata di lavoro.

Per non parlare, poi, dello spostamento ‘selvaggio’ da un cantiere all’altro senza alcun preavviso degli elementi più scomodi perchè magari più sindacalizzati di altri in quello che certo può configurarsi come un vero e proprio sfruttamento del lavoro che, nel nostro territorio, non si limita solo ai malcapitati lavoratori ‘di colore’ ma si estende anche a quelli italiani  di pelle bianca.

Atteggiamenti e comportamenti che, dietro le parole che rappresentano solo una cortina di fumo, nascondono la vera natura di una società che maldigerisce o non digerisce affatto lavoratori che ‘ pretendono’ il rispetto dei loro diritti e che, invece, la società preferirebbe gestire con metodi medievali indegni di una azienda moderna.

Atteggiamenti che, nel loro complesso, evidenziano una mentalità che si pone chiaramente oltre i limiti della legalità.

A questa mentalità noi ci siamo sempre opposti e sempre ci opporremo ma ci rendiamo conto che senza l’intervento delle istituzioni centrali – laddove quelle locali ben poca attenzione hanno riservato alla questione nonostante le continue segnalazioni effettuate  al riguardo – pochi risultati si potranno ottenere.

Da qui il nostro appello affinchè tali lavoratori non restino senza voce e possano riprendere a credere nella forza e capacità di chi li rappresenta al fine, anche, di dare corpo e sostanza alla lotta per la legalità di cui si fa un gran parlare nel nostro territorio e che, crediamo, non debba limitarsi solo a combattere i grandi fenomeni di criminalità organizzata ma debba riguardare anche fenomeni come quello oggi portato all’attenzione delle Autorità in indirizzo.

Perchè la criminalità si sconfigge cambiando il modo di pensare prima e di comportarsi poi. Ed in questo non vi è chi non veda come nella Locride Ambiente vi è molto da cambiare.

Restiamo in fiduciosa attesa di un cenno di riscontro che ci dia la certezza che il nostro appello non vada a cadere nel vuoto.

Con osservanza.

Vibo Valentia, 23 luglio 2019

Il Responsabile Provinciale

dello Slai-Cobas

Nazzareno Piperno

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