LUCANO IN TV: «IO COME CAROLA»

188

L’ex sindaco di Riace, intervistato da Luca Telese, si dice «umanamente vicino» alla comandante della Sea Watch liberata dopo 2 giorni di domiciliari

«La mia storia è molto simile a quella di Carola». In collegamento con la trasmissione “In onda”, per l’estate condotta su La 7 da Luca Telese, Mimmo Lucano fa una riflessione amara. Sul balcone della casa di Caulonia dove trascorre il suo esilio, si dice «umanamente vicino» alla comandante della Sea Watch, liberata dopo 2 giorni di domiciliari perché – afferma il gip – «agì per salvare i migranti e in osservanza a leggi e convenzioni nazionali e internazionali». «Come lei – dice Lucano – io ho cercato in tutti i modi possibili, di far prevalere la sensibilità umana e per me è diventata una mission stare vicino alle persone che sono arrivate». Poi, spiega l’ex sindaco di Riace, il borgo per anni divenuto punto di riferimento mondiale per il modello di accoglienza, quella solidarietà istintiva, senza progetto o secondi fini, è diventata una strategia per salvare la comunità dallo spopolamento. «Abbiamo ricostruito una comunità globale», dice Lucano. Quel modello però – lo incalza Telese – è stato sfiduciato nelle urne. Ma in realtà, ribatte l’ex sindaco, «le elezioni si sono svolte in condizioni estremamente difficili, veramente negative. Non si tratta solo della mia assenza. L’inchiesta giudiziaria e la chiusura dello Sprar hanno indebolito tutto il sistema su cui si basava il modello di gestione di quello che viene considerato uno dei problemi del mondo e a Riace era diventato uno strumento di rinascita». E poi c’è un dato politico, aggiunge l’ex sindaco: «Il borgo aveva dissolto quel teorema, completamente antitetico, secondo cui immigrazione è uguale dramma sociale e non poteva essere permesso». (ac)

Facebook Comments



Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.