Lun. Mag 17th, 2021

 L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria contro la cosca Libri, denominata “Libro nero”, ha portato anche alla scoperta di un tentativo di corruzione. Per questa vicenda sono stati posti agli arresti domiciliari un consigliere regionale, un politico locale e un appartenente alle forze dell’ordine, con l’accusa di concorso in tentata corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il patto corruttivo, secondo l’accusa, prevedeva che il politico regionale ricevesse, in cambio di favori, informazioni riservate su processi in corso, dall’appartenente alle forze dell’ordine, attraverso la mediazione del politico locale. Nell’ambito dell’inchiesta sono poi finiti in carcere anche due imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, un avvocato penalista e un medico dentista, con l’accusa, a vario titolo, di far parte della cosca Libri o di averla favorita nei processi di sviluppo del potere criminale. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Polizia di Stato con “l’irrinunciabile supporto delle intercettazioni” – come riferito dagli stessi investigatori – e delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, grazie alle quali è stato portato alla luce l’intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che ha determinato il graduale potenziamento della cosca Libri.

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