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Pd, il “caso Crotone” approda a Roma

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Anche a latere dell’assemblea nazionale del partito si discute della crisi dem nella città pitagorica. Intanto il segretario cittadino Stefanizzi incontra Sculco e Pugliese. E manda un messaggio per le Regionali

A Roma si parla di Crotone. Le divisioni all’interno del Partito democratico della città pitagorico diventano un “caso” e vengono messe sotto la lente di ingrandimento del partito nazionale, che oggi è in riunione a Roma per l’assemblea nazionale. Dove si parla anche del braccio di ferro che la segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi, ha intrapreso nei confronti del commissario regionale del suo partito, Stefano Graziano.
Il commissario, in una riunione tenutasi a Lamezia Terme, nei giornI scorsi con un gruppo di dirigenti di Crotone, aveva annunciato che il Pd non avrebbe dovuto stringere alleanze con la coalizione della “Prossima Crotone” che governa il Comune della città pitagorica. «Senza se e senza ma», aveva scritto Graziano in un nota consegnata alla stampa e Stefanizzi aveva risposto, nella relazione dell’assemblea cittadina, tenutasi il giorno dopo, che non era Graziano che poteva decidere cosa fare a Crotone e lo aveva detto «senza se e senza ma». Aveva detto che se fosse stata invitata a un confronto dai rappresentanti della “Prossima Crotone” non si sarebbe sottratta. E non si è sottratta all’invito arrivato questa mattina da via Firenze di incontrarsi nel pomeriggio di oggi per discutere della crisi al Comune. Si può già scrivere che il Pd non farà accordi per entrare organicamente nella maggioranza che sostiene il sindaco Ugo Pugliese e né quest’ultimo né il “reuccio” di via Firenze, Enzo Sculco, chiederanno al Pd di entrare organicamente nella maggioranza.
L’accordo di oggi è stato deciso da tempo e la riunione è realtà un “teatrino” per mandare un messaggio ai dirigenti regionali del Pd. Da Crotone parte lo scontro per la scelta del candidato a presidente della Regione Calabria. Il “reuccio” e Mario Oliverio marciano nella stessa direzione e non a caso schierati al fianco di Sculco ci sono tutti i dirigenti crotonesi che sostengono Oliverio e si battono per la sua ricandidatura alla guida della Regione. L’incontro di oggi serve per confermare che il Pd crotonese, anche se non tutto, appoggerà l’amministrazione sui grandi temi che saranno portati in consiglio comunale.
L’impressione è che alcuni consiglieri targati Pd lo avrebbero fatto anche senza la posizione forte del segretario cittadino che, dopo circa due anni di basso profilo, è diventata “movimentista”. Esponenti del Pd infatti hanno sempre dato una mano alla maggioranza nei momenti di difficoltà. Quando i consiglieri di maggioranza si trasformavano in rappresentanti dell’opposizione, intervenivano due consiglieri eletti nel Pd a evitare il tracollo. Anche il gruppo consiliare del Pd, comunque, non è stato mai compatto su questa posizione. C’è sempre stata un’area che oggi si identifica con gli “autoconvocati” che si è opposta all’accordo con Sculco. Si tratta dell’area che non vuole la ricandidatura alla Regione di Mario Oliverio. Il “caso Crotone” non è, quindi, un problema circoscrivibile a una realtà periferica. Se fosse stato così Graziano lo avrebbe risolto in un attimo commissariando il partito cittadino. Se finora non lo ha fatto significa che la situazione è delicata e che la Stefanizzi non è sola. (redazione@corrierecal.it)

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