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Truffe all’Inps, la Procura vuole 32 indagati a giudizio

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Sono trentadue gli indagati per i quali la Procura di Locri ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa tentata o realizzata ai danni all’Inps. Il gup di Locri ha già fissato la prima udienza preliminare per il prossimo 24 settembre.

Per 30 degli indagati, compreso un datore di lavoro con azienda agricola operante nel comune di Platì, la Procura di Locri contesta una truffa per un importo complessivo di 241 mila euro. In questo caso, secondo l’accusa, sostenuta dal pm Ezio Arcadi, il titolare dell’azienda agricola in concorso con altri 29 indagati avrebbe presentato presso l’Inps documentazione costituita da denunce aziendali contenenti dati non veritieri in ordine all’assunzione di manodopera agricola, nonché ricorrendo alla falsa rappresentazione dell’esistenza di colture sui terreni. Attraverso questa documentazione si sarebbe indotto in errore l’ente pubblico che, di conseguenza, «subiva un danno patrimoniale di rilevante gravità, costituito dall’erogazione delle indennità spettanti ai presunti lavoratori agricoli: disoccupazione, malattia e/o maternità» relativamente agli anni che vanno dal 2013 al 2015 per un importo complessivo pari a 241.078, 48 euro.

Attraverso la condotta descritta sopra i presunti falsi lavoratori, che in questa indagine della Procura locrese sono provenienti e o residenti in più parti della Locride, da Caulonia, Brancaleone, Locri, Marina di Gioiosa Ionica, Bovalino, Ardore e altri comuni, avrebbero indotto in errore l’Inps che corrispondeva a ciascun indagato per indennità a vario titolo richiesta, disoccupazione ed altro, per le somme indicate nello specchietto riepilogativo indicato negli atti per singolo indagato.

Per altri due indagati l’accusa è quella di tentata truffa in concorso con il datore di lavoro che, anche in questo caso avrebbe posto in essere atti idonei diretti «in modo non equivoco a indurre in errore l’Inps affinché erogasse indennità di vario genere spettante ai pretesi lavoratori agricoli, non riuscendo nell’intento criminoso per causa di un’attività ispettiva nell’Inps, che impediva la liquidazione delle somme previste».

In questo caso l’Inps è indicata quale persona offesa e, di conseguenza, si potrà costituire parte civile alla prima udienza preliminare davanti al Gup di Locri.

Tra le fonti di prova indicate dalla Procura di piazza Fortugno ci sono dei verbali e delle note, oltre che delle note e comunicazioni Inps.

È dell’aprile scorso la maxioperazione dei finanzieri del Gruppo di Locri che insieme con l’Ufficio vigilanza ispettiva dell’Inps di Reggio Calabria hanno scoperto una truffa ai danni dell’Istituto compiuta da 31 aziende agricole della Locride che tra il 2012 e il 2018 hanno assunto fittiziamente oltre 1.000 dipendenti con un danno alle casse dello Stato di 5 milioni. I rappresentanti legali delle imprese sono stati denunciati per truffa aggravata e falsità ideologica insieme ai 1.000 falsi braccianti, alcuni dei quali in passato denunciati per associazione mafiosa. Nel corso delle indagini sono state acquisite informazioni dai proprietari dei terreni estranei alla truffa e, attraverso l’analisi documentale, sono state ricostruite le false dichiarazioni e comunicazioni all’Inps dei falsi datori di lavoro con oltre 125.000 giornate lavorative mai effettuate e comunicate, che hanno generato indennità previdenziali e assistenziali per circa 5 milioni di euro.

FONTE ROCCO MUSCARI – GAZZETTA DEL SUD

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