“TURANDOT”, L’INCOMPIUTA DI PUCCINI, AGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LOCRI (3 AGOSTO)

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Sabato 3 agosto, all’interno dell’Opera Musica Festival, la celebre opera pucciniana presso l’Area Archeologica Tempio di Marasà per la regia di Renato Bonajuto

 

 

Manca una settimana per il secondo titolo del Locri Opera Festival, frutto della sinergia tra Anna Rosa Sofia, Assessore alla Cultura del Comune di Locri, l’Associazione Traiectoriae, l’Orchestra e il Coro del Teatro Cilea di Reggio Calabria, la cui direzione artistica porta la firma di Domenico Gatto e Orlin Anastassov. Mentre oggi, 27 luglio, andrà in scena la seconda e ultima recita de “L’elisir d’amore” del duo Tirotta-Marzocchi, sabato 3 agosto, alle ore 21.00, verrà rappresentata, presso l’Area Archeologica Tempio di Marasà, “Turandot”, dramma lirico in tre atti su libretto di Giuseppe Adami, nella versione originale di Giacomo Puccini. Sarà Renato Bonajuto, regista di fama internazionale e Segretario artistico del Teatro Coccia di Novara, a firmarne la regia.

Dirigerà l’Orchestra del Teatro Cilea il M. Manuela Ranno, già apprezzata in Calabria per “Il barbiere di Siviglia” (agosto 2018), “La traviata” (settembre 2019) e “L’arca di Noè” (aprile 2019).

Sosterrà i solisti il Coro del Teatro Cilea, istruito dal M. Bruno Tirotta.

Il cast prevede Zvetelina Vassileva nel ruolo del titolo, Davide Ryu che vestirà i panni di Calaf e Francesca Romana Tiddi che sarà Liù. Affiancheranno i protagonisti, Antonio De Gobbi (Timur), Salvatore Grigoli (Ping), Massimiliano Silvestri (Pong) e Raffaele Feo (Pang).

L’assistente alla regia è Sofia Lavinia Amisich. Le scene e i costumi sono della S.O.L.T.I di Ermanno Fasano mentre le luci sono firmate da Matteo Service. Il trucco e le acconciature sono curati da Alfredo Danese.

““Turandot”, l’opera incompiuta di Puccini, rimane un capolavoro. Fino all’ultima nota si conferma una delle più belle espressioni della lirica mai scritte. Portare in un contesto come quello calabrese questo melodramma è una sfida, un’operazione molto coraggiosa. “Turandot”, infatti, è una di quelle opere dette colossal poiché richiede un grande organico di orchestrali, di coristi, di figuranti e anche di cantanti. Essendo una favola, è giusto, a mio avviso, lasciare emergere il senso di immaginifico che è anche il bello di questa storia. Mi sto molto concentrando registicamente su Ping, Pong e Pang che sono i tre personaggi che giostrano la narrazione. Su di loro sto facendo un grande lavoro, senza trascurare i tre protagonisti che, in questo allestimento, hanno voci realmente interessanti e che sono sicuro saranno ben accolti dal caloroso pubblico di questa terra. È la prima volta che collaboro con Zvetelina Vassileva, soprano bulgaro di cui ho già avuto modo, durante le prove, di constatare la grande vocalità che, a mio avviso, è adatta al ruolo di Turandot che richiede un lirico spinto, dal sapore tedesco, wagneriano e straussiano. Davide Ryu, allievo di Raina Kabaivanska, sarà Calaf. Ho lavorato con lui in “Norma”, lo scorso novembre al Cilea di Reggio Calabria, notando grandi doti e una potenza vocale sicuramente conforme al ruolo. In quella produzione c’era anche Francesca Romana Tiddi che interpretò con grazia e precisione Adalgisa. Lei sarà Liù e sarà capace di portare in scena con attenzione tutto il dramma del personaggio”, precisa il regista Renato Bonajuto.

I biglietti, il cui costo varia da 15 a 50 euro in base al settore, sono acquistabili presso La gru di Siderno, l’agenzia di viaggi Persefone e il Bar Riviera di Locri, e on line su Inprimafila all’url www.inprimafila.net.

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