A GERACE UN’ESTATE TRA “ARTE E FEDE”

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La Calabria , e la zona che si estende da Monasterace a Bruzzano nello specifico, hanno enormi  e inesplorate potenzialità non solo da un punto di vista naturale e paesaggistico, ma anche e soprattutto storico artistico. Proprio dalla necessità di promuovere la conoscenza,  la protezione e, in alcuni casi, la sopravvivenza, di tale immenso patrimonio, nasce nel 2016 il progetto di studio, restauro e valorizzazione ,“Un’estate tra Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace”, ideato da Giuseppe Mantella, coordinato da don Fabrizio Cotardo e don Angelo Festa e promosso da S. E. R. Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, in collaborazione con il Segretariato Regionale della Calabria, Regione Calabria (partecipazione al bando regionale PAC 2014-2020 AZ. 2 mostre d’arte), Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Soprintendenza ABAP per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone. Collaborano al progetto la Pontificia Università Gregoriana, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università di Trento, le Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria, Catanzaro, Napoli e l’Aquila. Obiettivo del progetto è promuovere la conoscenza, il recupero, il restauro, la conservazione e la restituzione, ove possibile, alla loro funzione, dei manufatti storico-artistici d’interesse sacro e religioso, individuati come particolarmente bisognosi di attenzione all’interno del territorio calabrese. Le varie edizioni del progetto hanno goduto della partecipazione di professionisti afferenti a diversi ambiti di studio, dagli esperti di restauro agli storici dell’arte. Ma soprattutto professionisti tirocinanti provenienti dai più diversi contesti formativi nel campo della conservazione e studio dei beni culturali: Università di Trento e Verona; Pontificia Università Gregoriana, Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa, Università Federico II, Facoltà di Lettere, Università della Calabria-Unical, Dipartimento di Studi umanistici, insieme alle Scuole per restauratori ed collaboratori restauratori attive in Italia ed all’Estero quali le Accademie di Belle Arti di Napoli , Reggio Calabria, L’Aquila.                                           Una Calabria, dunque, che dimostra di avere tutte le potenzialità per  essere attrattiva non solo per i turisti, ma che diviene laboratorio di arte e talento per studiosi e studenti da tutta Italia. Ad ospitare i professionisti all’opera sono stati, sin dal primo anno,  i locali della  Cittadella vescovile di Gerace e ogni edizione del progetto ha visto incentrare gli studi e le opere di restauro su specifici monumenti e opere: la Chiesa matrice di Caulonia; la Cattedrale di Gerace; Santuario della Madonna della Montagna a Polsi.                                                                       La IV e attuale edizione di “Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace 2019” ha puntato il focus degli studi e le operazioni conservative e di restauro su opere relative al periodo Barocco, terminata questa prima fase, il progetto prevede l’importante momento espositivo che quest’anno avrà come titolo “Tracce di Barocco in Calabria: arte e devozione nel segno di fra’ Diego da Careri” che avrà luogo presso il Museo diocesano di Gerace fino all’ 11 agosto. Tra le opere oggetto di studio e restauro dello stage formativo edizione 2019, emerge per la sua maestosità e bellezza la grande macchina raffigurante La Madonna fra i SS. Francesco e Ludovico di Tolosa e angeli, che decora l’altare maggiore del Convento di S. Maria degli Angeli di Badolato. Gli esperti dell’iniziativa hanno definito l’opera una fastosa “macchina barocca” in legno policromo, a grande rilievo, scolpita nel 1644 e di chiara ispirazione gaginiana. L’autore, è un calabrese quasi sconosciuto, Fra Diego da Careri, nato per l’appunto a Careri in provincia di Reggio Calabria il 15 aprile del 1603, e sicuramente uno dei più grandi protagonisti della scultura del ‘600.                                                                  Solo grazie al progetto, e attraverso lo studio ed il restauro di uno dei suoi più significativi lasciti artistici, è stato possibile esaltare e riportare a nuova vita le opere di un mirabile scultore, e consegnare alla storia la fama di un artista e di un calabrese ancora poco conosciuto.

ANNA LAURA TRINGALI

 

 

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