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BOVALINO: LO SCEMPIO DEL “CARTISANO” I TIFOSI: «STACCATE QUELLA TARGA»

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Don Ciotti al sindaco: «Dev’esserci una soluzione»
«Tante promesse ma il campo sportivo resta inutilizzabile: una beffa per le società e per gli appassionati»
 

L’11a edizione del Premio StadioRadio oltre ai riconoscimenti ai migliori dell’ultima stagione calcistica ha lasciato in eredità importanti spunti grazie al dibattito che ha aperto la manifestazione che si è svolta venerdi sera in piazza Camillo Costanzo, grazie all’impegno del Comitato Festa San Francesco. “Sport e Legalità” questo il tema del dibattito moderato abilmente dalla giornalista Annamaria Implatini. Un dibattito che non poteva non partire dalla figura di Lollò Cartisano, vittima di mafia: a salire sul palco è stata infatti per prima la figlia Deborah accompagnata dal cugino di Lollò, Francesco Cartisano. Al centro del dibattito è stato soprattutto lo stato di abbandono in cui versa lo stadio Lollò Cartisano. Tra gli intervenuti, il parroco don Luigi De Franceschi, il sindaco Vincenzo Maesano, il presidente del Comitato Calabro della LND Saverio Mirarchi, e poi ancora Carlo Romeo, ambasciatore di Macedonia, Giuseppe Capua componente della commissione medica della Figc, Rosario Lo Bello, ex arbitro internazionale, Pietro Nicolosi, ex arbitro, Francesco Riggitano della don Milani di Gioiosa Jonica e chiaramente Don Luigi Ciotti.

«Lo Sport – ha detto don Luigi – è stato sempre veicolo di pace, solidarietà e inclusione sociale: non servono fiumi di denaro, e non servono mega stadi. Servono impianti leggeri multiuso realizzati nei cuori delle città e dei paesi. Servono allenatori che siano anche educatori per i nostri ragazzi. Serve che a Bovalino, per lo stadio che porta il nome di Lollò Cartisano, si trovi una soluzione. La targa che ricorda il suo nome – ha proseguito il fondatore di Libera – è stata coperta perché non fa onore a una persona che non c’è più. Voglio dire al sindaco che dobbiamo trovare una soluzione, piuttosto apriamo una colletta nazionale. Vedo che si sprecano tanti soldi nel nostro paese, e qui che si vuole ricordare un calciatore, un padre, un uomo che è stato assassinato, una famiglia che continua a lottare».

Insomma ancora un tentativo per lo stadio “Cartisano”, un luogo in cui si dovrebbe fare sport, un diritto negato in una Locride, in cui lo Stato dovrebbe essere più presente, portando alto il vessillo della legalità. E mentre la società di calcio ha chiesto di giocare sul Comunale di Ardore, a farsi sentire ancora una volta sono stati i tifosi bovalinesi. «Di promesse e rassicurazioni – scrivono – ne abbiamo sentite tante, ma la cruda realtà dice che il campo è inutilizzabile anche per questa stagione, con enorme dispendio di forze da parte dell’A.S. Bovalinese, dell’Audax e dei tanti tifosi che si vedono privati di un bene abbandonato dalla negligenza amministrativa e dalla burocrazia. Esortiamo la famiglia Cartisano – concludono – a rimuovere definitivamente la targa da quello scempio, almeno fino a quando non ci sarà un intervento serio e risolutivo».

(FONTE GAZZETTA DEL SUD)

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