Nel Pd si mobilita anche il fronte anti Oliverio (che guarda ai 5stelle)

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Ecco chi ha partecipato al vertice tra i rappresentanti di diverse correnti dem che sostengono la linea di Zingaretti e Oddati per le Regionali. Dicono di «non voler demonizzare nessuno», ma invocano un candidato diverso dall’attuale governatore per il centrosinistra calabrese

La location del vertice è la stessa che, appena tre giorni fa, ha ospitato un incontro analogo, anche se di matrice politica diversa. In verità tutto sta avvenendo nell’alveo del centrosinistra calabrese che, ormai, non è più evidentemente un fronte unico ma si è diviso nettamente tra chi è pro e chi è contro una ricandidatura di Mario Oliverio alla guida della Regione. Così lo stesso hotel del Lametino che ha ospitato il vertice del centrosinistra senza Pd e Articolo Uno oggi ha visto riunirsi i rappresentanti di diverse aree del Pd (i cosiddetti “riformisti”, le correnti Franceschini e Orlando, gli zingarettiani non schierati con Oliverio e pure qualche renziano) che, seppur «senza voler demonizzare nessuno» né «portare avanti iniziative contro qualcuno», di fatto costituiscono il fronte del no a un Oliverio bis per le prossime Regionali.
Tra i presenti all’incontro c’erano molti volti noti del centrosinistra calabrese che hanno ricoperto in passato diverse cariche istituzionali come Agazio Loiero, Franco Iacucci, Franco Laratta, Cesare Marini, Mario Franchino, Bruno Censore, Sebastiano Barbanti, Peppino Vallone, Federica Roccisano, Pino Soriero, Rosario Olivo, Marcello Furriolo, Mario Muzzì, Antonio Menniti e Italo Reale. Altri, come Sandro Principe hanno garantito la loro adesione. Allo stesso modo, hanno fatto sapere di sostenere l’iniziativa anche i consiglieri regionali del Pd Carlo Guccione e Mimmo Bevacqua, assenti perché impegnati a Roma per la direzione nazionale dem. L’orientamento generale del fronte del no a Oliverio è quello del sostegno alla linea nazionale del rinnovamento dettata da Zingaretti e Oddati. E c’è pure qualcuno, come Iacucci, che invita a valutare e a discutere l’ipotesi, già avanzata dal senatore Ernesto Magorno, di una possibile alleanza con l’M5S anche in Calabria per le Regionali. La linea del vertice, del resto, emerge anche dalle dichiarazioni rilasciate ai cronisti presenti dai alcuni protagonisti prima dell’avvio del confronto. Secondo l’ex ministro ed ex governatore della Calabria, Agazio Loiero, «La crisi di governo è diventata irreversibile, e sono convinto che l’accordo tra M5S e Pd si faccia e spero che il presidente sia Conte, perché non ha senso attribuire a Conte responsabilità che non ha. Penso che la crisi avrà uno sbocco positivo, in quel caso intendiamo fare una riunione più larga nel giro di una decina di giorni». Loiero ha poi rimarcato: «Nel Sud abbiamo il 40% in più di mortalità infantile, e questo è un codice importante per capire lo stato della società, poi i meridionale vive tre anni in meno di quello del Nord e 20 anni fa era il contrario, e ancora un bambino calabrese su due, intronato dai social e dalla tv, non riesce a valutare un testo scritto. Insomma, c’è una dispersione, uno spopolamento, un destino di impoverimento di questa terra che è drammatico. I calabresi hanno già risposto: abbiamo perso a Cosenza, Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, abbiamo perso alle Politiche ottenendo una percentuale insignificante e ancora più insignificante è stata la percentuale delle Europee, inoltre ben otto consiglieri regionali hanno lasciato il centrosinistra dopo l’exploit del 2014. Ci sono quindi – ha rilevato Loiero – fatti che sono inequivocabili. Alcuni sono di antica data, non do la colpa a questa Giunta, io non faccio mai questioni personali, non bisogna demonizzare nessuno ma non c’è dubbio che la piattaforma sociale in cui il calabrese dipende anche dalla capacità politica: perché il calabrese dovrebbe votare il centrosinistra?». Per Franco Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza, «nel Pd continua il dibattito, che ovviamente deve ora fare riferimento allo sbocco della crisi del governo. Mi auguro che Pd e M5S facciano al più presto un governo forte e di svolta, che dia una prospettiva nuova all’Italia, che ne ha bisogno viste le tante emergenze. E mi auguro che, se si forma il governo, si aprano prospettive nuove anche nelle regioni e in periferia. Sono dell’avviso che il Pd deve guardare all’interno del centrosinistra in un modo ampio, e anche – sono d’accordo con il senatore Magorno – vedere se c’è la possibilità di dialogare e portare l’alleanza con i 5 Stelle anche sul territorio, sarebbe per me un fatto positivo». Iacucci poi ha ulteriormente specificato: «La mia posizione è nota: credo che il Pd nazionale, con un grande approfondimento, ha una visione chiara della Calabria e di quello che deve fare il partito in Calabria, cioè aprire una fase nuova cercando di allargare il più possibile le alleanze. Questo è necessario innanzitutto per la Calabria. Se si analizzano attentamente il successo dei 5 Stelle, può facilmente individuare i limiti che come Pd abbiamo dimostrato nel capire alcuni fermenti che c’erano nella società: per questo ritengo che sia arrivato il momento di dialogare anche con i cittadini che hanno votati i 5 Stelle e l’hanno votato anche per indicare un percorso di svolta e di ottura con il passato. Penso – ha sostenuto ancora il presidente della Provincia di Cosenza – che ci siano i presupposti, anche perché, dopo una fase di rodaggio, il Movimento 5 Stelle sta prendendo coscienza dei problemi del paese e ritengo ci sia la possibilità di fare un percorso insieme per risolvere i problemi, e di questo, non di tornare al voto, ha bisogno l’Italia». Infine Bruno Censore: «Questa nostra riunione rafforza un processo e una linea indicata dal Pd nazionale, una linea che vuole aprire una pagina nuova in Calabria, dove ci sono tutte le condizioni per vincere. Speriamo che si chiuda positivamente l’accordo a livello nazionale con il Movimento 5 Stelle, che potrà aprire un nuovo scenario politico in Calabria. Insieme a tanti amici e compagni stiamo lavorando a una prospettiva di rinnovamento e vogliamo inviare un segnale positivo anche a tanti militanti e dirigenti che si sono allontanati dal Pd per dire loro che questa prospettiva si è aperta ed è stata rafforzata dal nazionale e per dire che c’è la possibilità di vincere: è tempo – ha concluso Censore – che il presidente Oliverio capisca di dover fare un atto di generosità e dare un contributo affinché in Calabria si possa aprire una gestione nuova caratterizzata da una vera discontinuità con il passato, mettendo al bando i trasversalismi ma affrontando e risolvendo davvero i problemi della Calabria».

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