L’UMANITÀ CHE FA BENE

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La vicenda della motonave Open Arms col suo carico di persone migranti in questi giorni di agosto dovrebbe farci riflettere. 

Oltre che sul piano dell’umanità e della coerenza ai valori cristiani che diciamo di avere ma che spesso non mettiamo minimamente in pratica, la vicenda dovrebbe stimolare un’analisi più attenta del fenomeno dell’immigrazione senza la quale governarlo diventa praticamente impossibile.

 

Secondo i dati Istat e INPS, per mantenere sostanzialmente inalterata la popolazione italiana dei 15-64enni nel prossimo decennio, dal momento che gli italiani diminuiranno dal 2015 al 2025 di circa 1,8 milioni di unità, è necessario un aumento degli immigrati regolari di circa 1,6 milioni di persone, con un flusso d’ingressi di 157 mila in media ogni anno. 

È questo un fabbisogno indispensabile per garantire l’attuale capacità produttiva del Paese e per rendere sostenibile il sistema previdenziale. Lo ha detto Tito Boeri quando era presidente dell’Istituto nazionale che paga le pensioni nel nostro paese.

Perché di tutto questo non si parla, non si dibatte ?

Quando si discute di immigrazione è bene ricordare che gli immigrati (anche quelli regolari) sono – generalmente – meno istruiti e a loro sono riservate quasi esclusivamente mansioni meno qualificate, meno retribuite, generalmente rifiutate dagli italiani, ma che comunque, il loro contributo alla crescita della ricchezza nazionale è pari a quasi 8 punti di PIL, corrispondenti a 100 miliardi di euro l’anno.

 

Che al netto di ciò che i migranti ricevono dall’Italia in termini di assistenza sanitaria, scuola, ecc., diventano 3,5-4 miliardi l’anno.

 

Contributi senza i quali, già oggi, non sarebbe possibile pagare seicentomila pensioni italiane.

Anche di questi argomenti non c’è traccia nel dibattito su i media nazionali. Perché?

 

“Ero straniero”, la campagna per una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’ACLI, dalla fondazione “Casa della Carità” e da altri soggetti, aveva un sottotitolo che, anche questo, dovrebbe far riflettere: “L’umanità che fa bene”.

 

La campagna, forte dei dati sopra citati solo brevemente, proponeva: 

  1. a) accoglienza diffusa in realtà di piccole dimensioni sul modello “sparar” investendo su integrazione e lavoro (anche per gli italiani); 
  2. b) regolarizzazione su base individuale degli stranieri integrati, anche nel caso di richiedenti asilo negati, a fronte di un’attività lavorativa o di legami familiari (sul modello spagnolo del “radicamento”);
  3. c) canali diversificati di ingresso regolare per lavoro, a partire dall’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo finalizzato alla ricerca di una prima occupazione.

 

Le firme raccolte,  oltre 60 mila, sono state regolarmente depositate assieme alla proposta di legge che, anziché essere discussa in parlamento, dibattuta nelle trasmissioni televisive, è stata letteralmente censurata dai media nazionali e messa nel cassetto dalla politica. Anche da quella che qualifica i propri deputati “rappresentanti dei cittadini”.

 

La campagna era sostenuta come “buona legge” persino da Papa Francesco, ma nonostante questo nessun approfondimento è stato fatto dai media lasciando che le percezioni della gente, anche grazie a politiche populiste e la repulsione sempre più dilagante del diverso diventassero forza politica e verità da spendere in campagna elettorale. 

In tutto ciò mi chiedo se non ci sia una responsabilità del concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo che non consente di conoscere per deliberare.

 

 

Prof. Giuseppe Candido

 

Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito 

Segretario Associazione Radicale Nonviolenta Abolire la miseria-19maggio

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