4 Dicembre 2020

Il sindaco di Pizzo e presidente dell’Anci parla delle sue scelte in vista delle Regionali: «Mario unica garanzia di cambiamento alla Regione». E l’addio dell’ex segretario dem al Pd è «un fatto che valuto positivamente»

La conferma del sostegno a Mario Occhiuto per le Regionali e l’evidente interesse per la nuova “sfida” politica di Renzi, del quale è stato un “alfiere” ai tempi belli e sfortunati della rottamazione (mancata in Calabria…). Gianluca Callipo si “apre” ai giornalisti che lo intercettano alla “Cittadella”, dove è in programma la riunione del consiglio regionale dell’Anci Calabria. Tanti temi sul tavolo, a partire dall’attualità politica, con un intreccio di dinamiche nelle quali il sindaco di Pizzo è pienamente inserito. «Sono uscito dal Pd – esordisce Callipo – in tempi non sospetti. Oggi lo stanno facendo in molti, io invece da più di un anno ho preso le distanze dal Pd perché ritenevo il Pd non più in grado di portare avanti processi di cambiamento e rinnovamento di cui aveva e ancora ha bisogno. Io oggi non sono iscritto a nessun partito, guardo alla capacità e alla competenza delle persone, delle persone che propongono un progetto politico credibile. Tra quanti sono in campo, da tempo – rileva Callipo – ho scelto e ribadisco questa scelta oggi: vedo la candidatura di Mario Occhiuto come quella che può generare un cambiamento rispetto alle tante problematiche della regione. Il centrodestra ovviamente dovrà fare le sue valutazioni, e ovviamente non entro nel merito di queste valutazioni non essendo iscritto ad alcun partito di centrodestra: se la candidatura di Occhiuto andrà avanti, come io mi auguro, lo sosterrà nella parte civica del suo progetto. Occhiuto ha sempre detto di voler fare una coalizione ampia, che comprenda sì i partiti del centrodestra ma anche una parte civica, e io sto lavorando per mettere in campo una squadra di sindaci e amministratori che si impegnano a sostegno di una candidatura che guardi alle esperienze dei sindaci e degli amministratori locali come esperienze di buon governo anche a livello regionale».
Quanto a Oliverio, Callipo è lapidario: «Leggo le sue dichiarazioni alla stampa, mi sembra che ribadisce che andrà avanti anche senza il Pd. Francamente – sostiene il sindaco di Pizzo e presidente Anci – un problema tutto interno al Pd». Inevitabile una riflessione sull’addio di Renzi al Pd, un addio che evidentemente non può lasciare indifferente Gianluca Callipo, renziano della prima ora in Calabria: «Valuto positivamente la decisione di Renzi, io del resto – aggiunge – posso dire di averla anticipata perché da oltre un anno sono uscito dal Pd lamentando di non aver attuato il cambiamento. Reputo interessante la nascita di “Italia Viva”: ovviamente, vorrò capire meglio cosa si vorrà fare in concreto. In passato ho dato piena fiducia all’impegno di cambiamento che Renzi aveva assunto, poi questo cambiamento non è stato attuato, soprattutto in Calabria, per varie difficoltà belle quali oggi non entro nel merito. Voglio capire se oggi questo progetto ha gli elementi per poter portare avanti un cambiamento, soprattutto dei metodi di fare politica: se così sarà, ovviamente – conclude Callipo – lo valuteremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi». C’è poi da calarsi anche nel ruolo di portabandiera di tutti i sindaci della Calabria, e qui Callipo da presidente Anci snocciola le priorità sul tavolo dell’associazione: Le difficoltà economiche e finanziarie dei Comuni, le proposte degli enti locali calabresi in vista della prossima Legge finanziaria, le problematiche del precariato e della gestione dei rifiuti. Sono questi i temi al centro del consiglio regionale dell’Anci, l’associazione dei sindaci calabresi, in programma oggi a Catanzaro. «Con riferimento al precariato – spiega Callipo – i Comuni si sono sempre dimostrati molto disponibili al tema della stabilizzazione degli ex Lsu ed Lpu, ma per poterlo fare ancora abbiamo bisogno di deroghe rispetto alle capacità assunzionali degli enti locali e deroghe ai limiti alle assunzioni part-time, insomma – sostiene il presidente dell’Anci Calabria – abbiamo bisogno, soprattutto dal governo nazionale, di una serie di elementi per poter concretizzare questo percorso di cui ormai si parla da molti anni». Sulla problematica dei rifiuti, Callipo evidenzia che «i Comuni calabresi oggi non sono in grado di supportare questo onere, se non sono adeguatamente sostenuti dalla Regione». Ultimo tema nell’agenda dell’Anci Calabria è quello delle difficoltà di bilancio di molti Comuni nella regione. «In Calabria – dice Callipo – sono 69 gli enti in dissesto o in pre-dissesto, il rischio è che il numero si avvicini a 100 di qui a pochi mesi: è necessario che il governo, anche tramite l’Anci nazionale, venga attenzionato su questo aspetto. E’ necessario quindi che i Comuni calabresi che vivono gravi sofferenze, esempio nelle riscossioni, vadano sostenuti con modifiche normative, e questo – conclude Callipo – chiederemo in sede di manovra finanziaria». (a.cant.)

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