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Crotone, il killer di Tersigni incastrato da una telecamera

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In manette il 30enne Paolo Cusato. Sarebbe stato ripreso mentre lanciava sul tetto di un’abitazione una busta contenente un arma compatibile con quella usata per sparare al giovane morto nell’agguato alla Ferriata. Arrestato anche un 22enne: sarebbe stato sul luogo della sparatoria. Nessuna collaborazione dalle persone accorse in piazza dopo gli spari

In manette il presunto killer di Giovanni Tersigni. La squadra Mobile di Crotone ha risolto il giallo dell’uomo ucciso lo scorso 7 settembre in piazza Albani, nel cuore del centro storico. Secondo i rappresentanti della Questura di Crotone «ci sono ragionevoli certezze» che ad esplodere cinque o più colpi di pistola sia stato il crotonese Paolo Cusato, 30 anni. In manette è finito anche il ventiduenne bulgaro Todarou Dimitar Dimitrou.
Il coinvolgimento del bulgaro nell’omicidio, così come hanno sottolineato il questore Massimo Gambino, il dirigente della Mobile Nicola Lerario e il suo vice Antonio Concas, è ancora da definire. Nell’abitazione di Todarou, visitata dagli investigatori dopo l’omicidio, è stata rinvenuto un chilogrammo di cocaina «di alta qualità».
L’attività investigativa è partita immediatamente. I primi ad arrivare in piazza Albani sono stati gli uomini delle volanti, che hanno avviato una prima ricognizione su quanto era accaduto. Gli stessi uomini che nei mesi scorsi hanno operato nell’ambito del progetto Nea Kroton. Durante il periodo estivo sono stati identificate 500 persone all’interno del centro storico e 230 nei varchi di accesso. Tra le persone identificate anche Cusato, già noto alle forze dell’ordine. I dati raccolti dalle Volanti sono stati utilizzati dalla squadra Mobile, che ha condotto le indagini ed ha proceduto agli arresti.
Il presunto omicida è stato individuato da una telecamera posta in via Risorgimento, non molto distante dal luogo della sparatoria. La telecamera allocata in piazza Albani non era e non è funzionante. Nel centro storico ci sono, invece, funzionanti 19 telecamere pubbliche e una di queste è quella di via Risorgimento, che ha ripreso Cusato mentre lanciava sul tetto di una casa una busta. Nella busta, recuperata dagli investigatori, è stata trovata una pistola 7,65 di fabbricazione ceca con matricola abrasa. I proiettili sparati in piazza Albani sarebbero compatibili con l’arma trovata sul tetto. Oltre alla pistola nella busta sono stati rinvenuti un paio di guanti di lattice, un cappellino e una maglietta. Nella perquisizione effettuata a casa di Cusato sono poi stati trovati indumenti (pantaloni e scarpe) compatibili con quelli dell’uomo che ha ucciso Tersigni. La droga è stata, invece, rinvenuta a casa di Dimitrou, che probabilmente era presente sul luogo della sparatoria.
Il ritrovamento della droga fa pensare che il delitto sia maturato nell’ambito delle attività di spaccio. Tutte le persone coinvolte nella vicenda hanno precedenti per droga. L’indagine non si è ancora conclusa, perché nell’omicidio potrebbero essere coinvolti altri soggetti. Non c’è stata la collaborazione della persone presenti o accorse in piazza Albani. Tutti si sono defilati all’arrivo delle forze dell’ordine.

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