IL PROCESSO “ARMA CUNCTIS” CONTRO I COMMISSO E I CATALDO RIMARRA’ DI COMPETENZA DEL TRIBUNALE DI LOCRI

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Il processo in ordinario nato dall’operazione “Arma Cunctis”, che riguarda 13 imputati, rimane a Locri. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale (presidente Natale, a latere Manni e Foti), che hanno contestualmente rigettato la richiesta di esclusione di parte civile del Comune di Siderno.

Alla precedente udienza il collegio difensivo aveva sollevato una serie di eccezioni preliminari, quali l’incompetenza territoriale e funzionale del gup distrettuale, di nullità del decreto che dispone il giudizio e l’esclusione del comune di Siderno che, attraverso gli avvocati Giovanna Mollica e Antonio Cutugno, aveva depositato richiesta di ammissione alla parte civile.

Il Collegio ha rigettato le eccezioni evidenziando che nel processo sono contestati i reati di detenzione e porto di armi e ipotesi di reato riconducibili a vicende relative a possesso e cessione di stupefacenti che risultano connessi a due reati associativi contestate nel complesso generale dell’indagine. Un’associazione è quella relativa all’ipotesi di acquisto, vendita e detenzione di armi e munizioni allo scopo di favorire la cosca Commisso di Siderno nell’articolazione della ‘ndrina di contrada Donisi, e la cosca Cataldo di Locri. L’altra associazione contestata è quella finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Oltre ai profili di connessione evidenziati dal tribunale ne risultano ulteriori tra i due gruppi descritti alle ipotesi associative atteso che avrebbero operato nel medesimo contesto anche temporale: «in Siderno ed altre zone della provincia di Reggio Calabria”.  Come riporta Gazzetta del Sud in edicola questa mattina. 

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