Mer. Gen 20th, 2021

«Provocazione? Sì, contro uno Stato che se ne frega»

Klaus Davi ha realizzato un suo piccolo sogno. Diventare un ‘arcota’ a tutti gli effetti, e ci è riuscito. Dal primo ottobre la sua seconda casa sarà nel quartiere noto in tutto il mondo, purtroppo, per essere la
residenza di temute famiglie della ‘Ndrangheta. «Ma popolato – ci tiene a precisare il giornalista  – anche da tantissime persone per bene». Nella giornata di ieri Marcello Arcudi (proprietario dell’immobile) gli ha consegnato le chiavi di casa e già dai primi giorni di ottobre è prevista la presenza nell’appartamento del massmediologo, in concomitanza con un impegno istituzionale a San Luca (dove è consigliere comunale) e per rilasciare un’intervista alla troupe di una trasmissione Rai. Klaus Davi definisce la sua scelta volutamente provocatoria: «Un atto dimostrativo verso uno Stato che se ne frega di Archi, come di Secondigliano, di Quarto Oggiaro, di Porta Palazzo e delle periferie in generale. Lo Stato non può ricordarsi di esistere solo per gli arresti, che comunque hanno dato un contributo fondamentale a fare piazza pulita. Per me lo Stato vuol dire anche presenza coerente sul territorio, offrendo una prospettiva ai giovani che non sia solo l’emarginazione. Per questo ho fatto questa scelta».  

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