OSPEDALE DI POLISTENA «Fronte comune con Locri per il territorio»

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Il direttore sanitario Nasso: difficile trovare locali adeguati per Tac e risonanza magnetica
Noalle “guerre tra poveri” (Polistena contro Locri)Sìnuova mobilitazione nel mese di ottobre
«Nel rivendicare, come sindaci, il diritto d’iniziativa e di parola, noi non molliamo. Diciamo no a chi prova i ridurre il problema della sanità ad una guerra tra poveri tra Locri e Polistena; il problema si risolve assumendo nuovo personale e dando dignità a tutti i servizi previsti per un ospedale Spoke. Siamo preoccupati, l’ospedale di Polistena non ce la fa più e rischia di chiudere non per decisione di qualcuno ma perché non ci sono i numeri per garantire aperte alcune specialità. Non escludiamo, ad ottobre, se le cose non cambieranno, una nuova mobilitazione del territorio a difesa della salute e per la difesa e il rilancio dell’ospedale di Polistena. Ma occorre fare fronte comune, una battaglia comune con Locri, una mobilitazione del territorio per il territorio».

Così il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, ieri mattina nella saletta convegni di Casa Jerace, nel corso della conferenza stampa indetta dall’amministrazione comunale sullo stato attuale dell’ospedale di Polistena. Erano presenti il vicesindaco Policaro e gli assessori Creazzo ed Arevole, i sindaci di Galatro (Panetta) e Cinquefrondi (Conia), l’attuale direttore sanitario dell’ospedale Francesco Nasso, il primario del reparto di Psichiatria Carmelo Mangione, il dirigente del sindacato degli anestesisti-rianimatori Sandro Belvedere, il presidente della sezione Anpi di Polistena Rino Tripodi.

Nel richiamare tutti all’etica della responsabilità, il sindaco di Polistena – nel precisare che l’iniziativa non è contro qualcuno ma a favore dei bisogni delle comunità amministrate – ha denunciato la gravissima carenza di personale in tutti i reparti dell’ospedale, anche a causa dei molti pensionamenti.

Tripodi ha offerto la disponibilità del Comune a reperire nuovi spazi nell’area ospedaliera dove poter collocare la nuova Tac e la Risonanza Magnetica. Nel chiedere l’attivazione dell’Emodinamica e delle altre branche previste per legge in un ospedale Spoke, il sindaco Tripodi ha annunciato la fine positiva del lunghissimo iter burocratico legato all’attivazione dell’elisuperficie davanti al pronto soccorso e ha ricordato la sicurezza, dal punto di vista statico, dell’edificio che ospita l’ospedale.

Il primo cittadino si è chiesto che fine abbiamo fatto i 9 milioni di euro, visto che era stata anche approvata la progettualità, destinati alla ristrutturazione del “Santa Maria degli Ungheresi”, e precisando di non essere contrario alla costruzione di nuovi ospedali, ha fatto però notare che visto l’emorragia di personale di cui soffrono le strutture sanitarie pubbliche esistenti, sarà impossibile riempire di contenuti ospedali megagalattici.

L’attuale direttore sanitario dell’ospedale Francesco Nasso (primario della Medicina) ha sottolineato che il «presidio va riqualificato di personale», per non parlare di ben 7 strutture complesse prive di un capo e della preoccupante carenza di dirigenti medici. Inoltre, visto l’esito negativo dei vari avvisi di mobilità per reperire pediatri ed ortopedici, secondo Nasso c’è un problema d’incentivare i giovani ad operare nella struttura polistenese. Dopo aver ricordato gli arrivi di personale non medicio negli ultimi tempi, Francesco Nasso ha parlato dello stress degli operatori a causa di una strumentazione tecnologica obsoleta.

A proposito di nuova Tac e risonanza magnetica, il direttore sanitario del nosocomio ha accesso i riflettori sui problemi tecnici a poter reperire in ospedale dei locali idonei e a norma dove poter collocare le nuove strumentazioni acquistate dall’Asp. «La struttura, inaugurata nel 1976 – ha aggiunto il primario della Medicina – merita una profonda trasformazione, in quanto va adeguata agli standard di qualità di un’architettura sanitaria moderna».

FONTE ATTILIO SERGIO (GAZZETTA DEL SUD)

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