Ven. Mag 14th, 2021

In prima fila le devotissime comunità Rom e Sinti

Tema svolto in modo quanto mai esaustivo, “I santi medici Cosma e Damiano, da Oriente a Occidente”, affrontato alla Casa del pellegrino, annessa al Santuario a loro intitolato. Cosma e Damiano, che la tradizione tramanda fratelli, sono patroni di Riace; i festeggiamenti ufficiali iniziano oggi. Ed è stato un incontro interessante, anche se fatalmente “oscurato” dalla ben nota iniziativa del sindaco Antonio Trifoli, che ha voluto dedicar loro il cartello di benvenuto in città, “soppiantando” quello dell’accoglienza di lucaniana memoria.

Il dibattito, voluto del Consiglio pastorale presieduto da Renzo Valilà, e moderato da Elia Fiorenza, ha commemorato il 350. anniversario dell’arrivo in paese di due reliquie di san Cosma, ed ha coinvolto docenti, medici e studiosi, che hanno ripercorso e documentato fatti storici, di fede, di culto e tradizione sino ai giorni nostri.

Il pellegrinaggio è espressione di tale culto, «al quale si ricorre quando non si vive una buona condizione. Quando si sta male e si avverte uno stato di bisogno che si materializza con la necessità di ottenere, ad esempio, una guarigione che la medicina non risolve – ha detto il prof. Pietro Dalena, ordinario di Storia medievale all’Unical -. Si ricorre ad esso, alle reliquie, quando si sta male». E, facendo un parallelo tra migrazione e pellegrinaggio ha aggiunto: «Hanno il medesimo fine: ci si muove da un luogo all’altro per stare meglio».

Pellegrino Mancini, direttore del Centro regionale trapianti del Grande ospedale metropolitano di Reggio, ha parlato della Cultura della donazione degli organi, purtroppo carente. «Bisogna pensare in vita su quel che può tornare utile a chi, sofferente, potrebbe trarne vantaggio. Quando ormai ci si trova in una sala di rianimazione, in un momento di profonda sofferenza, non sempre è facile pensare a qualcuno, a sua volta sofferente e con aspettative di vita bassa». Incisivi anche gli interventi di Domenico Capponi e Pietro Campagna, membro della Deputazione di Storia patria per la Calabria l’uno, e medico e ricercatore l’altro. Il sindacalista della Uil Nuccio Azzarà ha posto riflessioni sul diritto alla salute in rapporto alle condizioni di estremo disagio che vive il territorio. Le conclusioni dei lavori sono state del vescovo mons. Francesco Oliva.

Intanto da oggi e sino a venerdì il borgo si prepara ad accogliere migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte della Calabria. Sarà una festa segnata dal rito processionale della “calata dei santi”, con le icone che muovono dalla chiesa madre sino al santuario, e avrà tra i protagonisti Rom e Sinti, comunità molto devote ai santi medici. Lungo l’itinerario, in abiti multicolori e devozionali, staranno davanti alle icone intonando canti di lode e recitando preghiere nella loro lingua, danzando al ritmo di organetto e tamburello. Un momento di devozione che registra una quasi inverosimile fusione spontanea con il resto della popolazione, a riprova di come la preghiera abbatta gli steccati, anche quelli razziali.

ARMANDO SCUTERI (Gazzetta del Sud)

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