Dom. Mag 16th, 2021

Il leader della Lega (blindatissimo a Lamezia) punta a «un centrodestra allargato con forze nuove, liste civiche, sindaci, gente che non ha mai fatto politica. In tanti si stanno facendo avanti». E sulla contestazione di Cosenza: «Spero sia pacifica»

«Pessimi» gli amministratori uscenti di sinistra, che «dovrebbero spiegare ai calabresi come hanno impiegato i loro cinque anni di governo». Prima di entrare nel vivo delle valutazioni sulle prossime Regionali, Matteo Salvini boccia la giunta Oliverio. Era scontato. Un po’ meno ovvie le considerazioni sul futuro della coalizione di centrodestra e sul possibile candidato governatore. «Stiamo raccogliendo una squadra di donne e uomini da candidare con la Lega. E stiamo lavorando al programma e ai suoi temi: sanità, strade, agricoltura, pesca, lavoro». Il nome del candidato è «l’ultima delle preoccupazioni del leader della Lega. Il massimo – spiega – sarebbe una candidatura indipendente, libera, nuova, che nasce dai territori e non viene imposta da questo o da quel partito. Lavoriamo, abbiamo ancora un po’ di tempo. L’importante è mandare a casa la sinistra».

Salvini spiega che «in tanti si stanno facendo avanti, per fortuna. Perché qualcuno vorrebbe far passare l’idea di una Calabria rassegnata e in fuga. Invece «ci sono tanti uomini, tante donne, tanti imprenditori, tanti calabresi che vogliono partecipare al prossimo giro, magari uno di questi potrà essere anche un candidato presidente. Con tutto il rispetto per i tanti nomi che si stanno facendo, su cui però faremo tutte le valutazioni. Io preferisco sempre guardare avanti, non tornare indietro». Riguardo alla coalizione, l’auspicio è quello di arrivare a un «centrodestra allargato, con forze nuove, liste civiche, sindaci, gente che non ha mai fatto politica. Non possiamo riproporre una ricetta che andava bene 30 anni fa, bisogna includere persone e progetti nuovi».
Alla domanda se la candidatura spetti a Forza Italia, Salvini risponde con ironia. «Spetta… La Calabria è dei calabresi, e quindi i calabresi daranno le loro indicazioni».
Nel blindatissimo passaggio lametino della visita dell’ex ministro dell’Interno – con il suo ufficio stampa a coordinare le “operazioni di sicurezza” e le telecamere delle emittenti locali sottoposte a ferrei controlli di “bonifica” – non è mancata un battuta su Riace, il cui sindaco è considerato ineleggibile anche da una nota del ministero dell’Interno. «Bisogna rispettare la legge – dice Salvini –. Intanto è importante aver sancito il fatto che era una idea folle quella di sostituire i calabresi con gli immigrati arrivati su barchini e barconi in quel paese».
Per Salvini la Calabria ha bisogno di nuovi progetti su «sanità e lavoro, che sono le due emergenze, perché è impossibile che 50mila calabresi ogni anno vadano a curarsi fuori».
E bisogna «investire le energie e gli uomini migliori in questi campi».
Poca la preoccupazione per la “resistenza” che si annuncia alla sua visita cosentina. «Se saranno manifestazioni pacifiche non c’è nessun problema. I centri sociali non mi amano, basta che non disturbino i tanti calabresi per bene che vogliono sentir parlare di futuro. Io adoro il dissenso pacifico e costruttivo». (acant)

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