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SERIE D | CITTANOVESE, KO SU RIGORE «UNA SVISTA DELL’ARBITRO»

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L’episodio decisivo è arrivato a 4’ dal termine

Nel finale di gara il Licata concretizza il suo sorpasso, dopo avere rimontato due volte lo svantaggio. La Cittanovese ha saputo imporre il proprio gioco nel primo tempo ma nella ripresa ha subito la maggiore pressione degli avversari che hanno vinto sfruttando un rigore, nel finale, assai contestato dai calabresi.

La Cittanovese parte subito bene , il più vivace è Tripicchio, un vero punto di riferimento. Dai suoi piedi partono le azioni più pericolose a servire Silenzi. I padroni di casa non sono stati da meno e hanno messo in difficoltà gli avversari spingendo sulle fasce e provando a sorprendere con assist precisi e calibrati. A sbloccare la partita è la Cittanovese. Al 17′ Lavilla realizza un gol stupendo con un tiro potente e preciso su cui nulla può fare Ingrassia. La squadra calabrese è padrona del campo e spinge per il raddoppio. Il Licata tenta la reazione, ma il gioco dei gialloblù viene spezzato dagli interventi dei giocatori della squadra calabrese. Poi la musica cambia. I padroni di casa insistono e trovano il pareggio: Convitto lascia partire un tiro che si insacca sotto il sette lasciando inerme Latella. Alzano i ritmi i gialloblù ma gli ospiti passano nuovamente in vantaggio con Mazzone al 40′, bravo ad approfittare degli errori della difesa avversaria. Passa solo un minuto e Gallon riporta in parità il risultato. Nella ripresa il Licata trova il gol della vittoria con Cannavò quasi allo scadere e su un rigore, per l’intervento del portiere Latella sull’attaccante. L’impressione è che non vi sia il fallo (il portiere protesta in modo veemente e viene espulso). Il tecnico Franceschini lo sostituisce con Spataro che non fa il miracolo.

Spogliatoi

Parla solo il dirigente De Matteis. «La partita è stata persa per un errore arbitrale perchè al 90′ non si regala un rigore e con il portiere che è uscito ed ha anticipato l’avversario. Quindi, non vedo cosa abbia potuto vedere l’arbitro per concedere la massima punizione. La squadra con il tempo migliorerà, commetterà meno errori e assimilerà meglio gli schemi tattici. Non bisogna fare drammi».

Daniela Gangemi (GAZZETTA DEL SUD)

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