Dom. Mag 16th, 2021
Il Tar ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Lanfranco e ha annullato tutti gli atti impugnati»

«Quello della residenza del dichiarante è un dato puramente neutrale e non decisivo rispetto alle informazioni richieste, l’associazione Barbie e Ken, una volta superata la fase del soccorso istruttorio, non poteva essere estromessa dalla procedura impugnata». Lo scrivono i giudici del Tar -Sezione di Reggio Calabria, nella sentenza con cui hanno accolto il ricorso presentato dall’avv. Roberto Lanfranco, difensore del sidernese C.A. presidente dell’associazione “Barbie e Ken”, chi il Comune di Siderno nei mesi scorsi aveva escluso dalla gara di affidamento di una concessione demaniale.

Un’esclusione che, secondo i giudici, sarebbe avvenuta «sulla base dell’erroneo quanto irragionevole presupposto che il suo Presidente ha indicato nella dichiarazione sostitutiva dei familiari conviventi, consegnato all’Amministrazione a seguito di soccorso istruttorio correttamente attivato dalla stessa, una residenza diversa da quella dichiarata nella domanda di partecipazione alla gara per l’affidamento della concessione demaniale». Rileva il Tar che «il provvedimento si profila illegittimo alla luce dei prospettati vizi di illegittimità fatti valere da parte ricorrente».

Rilevano i giudici amministrativi che «non si fa questione della veridicità o meno delle dichiarazioni rese nel corso del procedimento dal Presidente dell’associazione ricorrente, dal momento che rispondono al vero, con riferimento ai tempi in cui sono state rilasciate, sia la dichiarazione resa al momento della manifestazione di interesse sia quella resa al momento della produzione documentale versata in sede di soccorso istruttorio». Il ricorrente, per come rappresentato dall’avv. Lanfranco, infatti, quando ha partecipato all’avviso per l’affidamento della concessione «era effettivamente residente in Siderno, mentre, all’atto della regolarizzazione della documentazione mancante (10.06.2019), aveva già comunicato all’Amministrazione Comunale l’avvenuto trasferimento della propria residenza in Siderno» in diversa località «a decorrere dal 07.06.2019».

Scrivono i magistrati reggini: «La difformità tra le dichiarazioni comunicate in ordine alla residenza del legale rappresentante, posta a base del provvedimento di esclusione, è più apparente che reale: essa non rappresenta affatto un’irregolarità né formale né sostanziale ai fini dell’assegnazione del bene in concessione, non potendo impedire comunque all’Amministrazione di eseguire ogni tipo di verifica sia con riguardo alle comunicazioni antimafia (che peraltro si riferiscono solo alla persona del dichiarante) sia con riguardo ai requisiti soggettivi di partecipazione alla procedura. A riprova dell’eccessivo formalismo in cui è incorsa l’Amministrazione – prosegue la sentenza – e che ha ingiustamente penalizzato l’associazione ricorrente, basti osservare che l’identità del familiare convivente di cui si discute, è rimasta immutata tanto nella vecchia residenza come nella nuova, di guisa che non si comprende in nome di quale interesse pubblico sia stata sacrificata la posizione di vantaggio dell’aspirante concessionaria».

r.m.

Secondo i giudici «quello della residenza del dichiarante è un dato neutrale e non decisivo»

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