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WHY NOT: DE MAGISTRIS, STORIA NON PUÒ ESSERE CAMBIATA

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“La storia non può essere cambiata, qualunque sia la motivazione della Cassazione”. Lo ha detto Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, commentando il pronunciamento della Cassazione che ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone (difeso da Mario Murone), e all’avvocato generale Dolcino Favi (difeso da Francesco Favi), i quali avevano adottato provvedimenti atti a sollevare dalle indagini “Why Not” e “Poseidone” l’ex pm. “Il fatto storico è ricostruito in via definitiva, perché la Cassazione non può entrare nel fatto – ha affermato – quindi la sentenza della Corte d’Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d’ufficio, quindi di sottrazioni illecite delle inchieste why not e Poseidone, al fine di danneggiarmi e avvantaggiare gli indagati è un fatto storico acclarato. Leggo dichiarazioni molto affrettate da parte degli imputati senza ancora leggere la motivazione – ha aggiunto – però ci sono alcune cose chiare dalle quali non si può scappare”.

“Attenderei la motivazione, perché ci possono essere tante ragioni per l’annullamento”. Lo ha detto Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, in merito al pronunciamento della Cassazione che ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone (difeso da Mario Murone), e all’avvocato generale Dolcino Favi (difeso da Francesco Favi), i quali avevano adottato provvedimenti atti a sollevare dalle indagini “Why Not” e “Poseidone” l’ex pm. “Potrebbe anche ritenere che non erano necessarie determinate statuizioni della Corte d’Appello – ha affermato – e quindi io mi posso avvalere nelle sedi civili, perché ricordiamo che la Procura generale non impugnò. Siamo stati solo noi a impugnare”. “Potrebbe anche ritenere che l’annullamento riguarda solo gli aspetti e gli effetti civili – ha aggiunto – oppure potrebbe essere un annullamento per un mero cavillo formale. Stiamo parlando di fatti di legittimità e non di merito”. “La storia è e lo sarà per sempre, anche se dovessimo mettere una pietra tombale e io non potrò avere diritto a nessun risarcimento, facciamo l’ipotesi peggiore – ha sottolineato – la storia rimane per sempre che la revoca dell’inchiesta Poseidone e l’avocazione dell’indagine Why Not furono illecite, furono condotte di abuso d’ufficio seppur prescritte, quindi non si è dimostrata la corruzione ma l’abuso, e furono fatte al fine di danneggiare il pubblico ministero titolare dell’indagine Luigi de Magistris al fine di danneggiare l’imputato”. “Questa è la storia – ha conlcuso – Per il resto dicessero quello che vogliono, da una parte ci sono le persone perbene e dall’altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi”.

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