APEGREEN DRUG, PENA RIDOTTA A COMMISSO “IL MASTRO”

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Sette anni e 4 mesi al capoclan, 7 anni a Michele Correale

Condanne rideterminate, per complessivi 50 anni di reclusione per 8 imputati, un’assoluzione e una prescrizione. Sono questi i numeri della sentenza del processo d’appello “Apegreen Drug” che si è definito con il rito abbreviato. In primo grado il gup distrettuale reggino aveva disposto 10 condanne a 83 anni di reclusione e 6 assoluzioni.

Ieri la Corte di appello di Reggio Calabria – presidente Lucia Monaco – ha riformato la sentenza di primo grado accogliendo il concordato proposto dalle difese di quasi tutti gli imputati, e riformando in meglio anche per gli unici due non concordatari, la decisione del gup. In particolare è stata eliminata la aggravante dell’ingente quantità e la libertà vigilata.

L’esclusione delle aggravanti ha portato alla dichiarazione dell’estinzione del reato contestato a Giuseppe Varacalli. Assolto Antonio Galea (3 anni in primo grado), del residuo reato che gli veniva contestato, come sostenuto dagli avvocati Giuseppe Zappia e Costantino Belvedere. Del collegio di difesa facevano parte, tra gli altri, gli avvocati Menotti Ferrari, Luca Cianferoni, Cosimo Albanese, Mario Santambrogio, Antonio Speziale, ed ancora gli avvocati Tropeano, Milicia, Novella e Lorenzo Gatto.

La condanna più elevata, a 7 anni e 4 mesi, è stata comminata a Giuseppe Commisso, alias “il mastro”, che ha comunque ottenuto uno sconto di pena di poco più di 5 anni. L’accusa si fondava, tra l’altro, sull’analisi degli inquirenti di una serie di conversazioni ambientali intercettate all’interno della lavanderia “Apegreen” di Siderno. All’interno dell’esercizio commerciale si sono registrate ore di dialoghi che sono stati utilizzati in numerose inchieste antimafia, come “Crimine”. Tra le ipotesi della procura distrettuale vi sarebbe un collegamento fra alcune consorterie della Locride e della Piana di Gioia Tauro, che avrebbe registrato dei preparativi per l’importazione sul territorio nazionale di ingenti quantitativi di droga proveniente dal Venezuela. In primo grado era caduta la narcoassociazione contestata a gran parte degli imputati con la formula “perché il fatto non sussiste”

Ecco le condanne: Giuseppe Commisso, cl. 47 (7 anni e 4 mesi), Michele Correale (7 anni), Domenico Arena (6 anni e 3 mesi), Luigi Fazari (7 anni), Giovanni Galluzzo (7 anni), Vincenzo Genise (4 anni), Cosimo Pezzano (5 anni e 4 mesi), Claudio Spataro (5 anni e 4 mesi), Giuseppe Varacalli (reato prescritto), Antonio Galea (assolto).

ROCCO MUSCARI (Gazzetta del Sud)

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