APPALTI “TRUCCATI”, CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER ADAMO, OLIVERIO E OCCHIUTO

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La Procura della Repubblica di Catanzaro ha depositato la richiesta per mandare a processo 21 persone. Sono accusati di aver costituito un’organizzazione al fine di “aggiustare” gare pubbliche. Il 13 dicembre l’udienza preliminare dell’inchiesta Passepartout

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati dell’inchiesta denominata “Passepartout”. Un’inchiesta che coinvolge tra l’altro il presidente della Regione Mario Oliverio, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e l’ex consigliere regionale dem Nicola Adamo. Ma complessivamente sono 20 le persone per le quali la Procura catanzarese ha depositato l’istanza davanti al Gip. Oltre a Oliverio, Occhiuto e Adamo nell’inchiesta sono finiti Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura, Rocco Borgia, Antonio Capristo, Giuseppe Trifirò, Luigi Incarnato, Luca Morrone, Tito Berti Nulli, Santo Marazzita, Pasquale Gidaro, Arturo Veltri, Giulio Marchi,  Giovanni Forciniti, Fortunato Varone e Eugenia Montilla.
Sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ad “correggere” appalti pubblici. In particolare i capi d’accusa mossi agli indagati dalla Procura catanzarese spaziano da turbata libertà degli incanti, corruzione propria aggravata, traffico di influenze illecite, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture. Secondo quell’inchiesta targata maggio 2019 il deus ex machina di quegli “imbrogli” sarebbe l’ex consigliere regionale in quota Pd Nicola Adamo. Avrebbe avuto la capacità, stando alle risultanze degli inquirenti, di condizionare quegli appalti «attraverso – si legge nell’ordinanza degli inquirenti – la propria esclusiva influenza sul presidente della giunta della Regione Calabria in carica Gerardo Mario Oliverio del quale è suggeritore delle principali strategie».
Nel mirino degli inquirenti finirono, in particolare, due appalti importanti e non ancora realizzati: il nuovo ospedale di Cosenza e la metro leggera che collegherà il capoluogo bruzio a Rende. C’è il sospetto della Procura che su entrambi i lavori si sarebbe allungata la longa manus degli imputati da qui la richiesta di rinvio a giudizio.
Si dovrà aspettare ora il 13 dicembre quando si svolgerà l’udienza preliminare che stabilirà se quelle accuse reggono per istruire poi il processo a carico degli indagati. (rds)

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