BERLUSCONI CHIAMA SALVINI. «SE SALTA OCCHIUTO, SALTA ANCHE L’EMILIA ROMAGNA»

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Il leader di Forza Italia avrebbe consegnato i documenti delle indagini a carico del sindaco di Cosenza ad avvocati esperti di sua fiducia per rassicurare i vertici leghisti. «Cercano di farci litigare ma noi andiamo avanti uniti».

«Se fanno saltare Occhiuto in Calabria allora si ridiscute tutto, anche la Borgonzoni in Emilia Romagna». Sarebbero queste le parole riferite da  uno dei fedelissimi di Silvio Berlusconi. A riportare il quotidiano romano Il Messaggero che riferisce anche di una telefonata tra Silvio Berlusconi e Matteo Slvini per stemperare i toni divampati sulla scelta di candidare Mario Occhiuto come candidato a governatore della Calabria con il centro destra unito. «Si erano opposti anche a Cirio in Piemonte e poi sappiamo com’ è andata a finire», riferisce la stessa fonte. In Calabria il “Carroccio” nutre dubbi sul primo cittadino di Cosenza per i suoi problemi giudiziari. In particolare i leghisti sono preoccupati dagli esiti del processo (ancora in fase preliminare ndr) relativo all’accusa di bancarotta fraudolenta. Per tranquillizzare gli alleati, riporta il quotidiano romano, il “Cavaliere” avrebbe dato a legali di sua  fiducia il compito di esaminare tutto il fascicolo d’inchiesta e destare in questo modo qualsivoglia dubbio. Il fronte calabrese è quello più caldo, ma potrebbe minare le sorti dell’alleanza. Quella che non è in discussione in Umbria dove giovedì Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni faranno una conferenza stampa congiunta e dove i tre sperano di aver superato l’empasse Calabria. Per sgombrare il campo da ogni dubbio, Il Messaggero così come il Corriere della Sera, riferiscono di una chiamata tra Berlusconi e Salvini. «Cercano di farci litigare ma noi andiamo avanti uniti. Le Regioni non sono terra di conquista di nessuno» è la linea comune, ma l’ex Ministro degli Interni a Berlusconi avrebbe riferito anche altro.  «Le regioni non sono terra di conquista. L’ unica risposta ai problemi di questo Paese siamo noi uniti», avrebbe detto Salvini. Anche Berlusconi si sarebbe mostrato conciliante. «Procediamo con la massima condivisione, interessa a tutti, al di là dei personalismi. Andiamo avanti e insieme troveremo delle soluzioni».

 

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