CALABRESE ESCE A VALANGA SU SCURA «HA AFFOSSATO IL NOSTRO OSPEDALE»

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«La sua eredità? Assunzioni clientelari, debiti e strutture fatiscenti»
«Ha scritto un libro di emerite sciocchezze e, ospite della Caritas, ha avuto la faccia tosta di presentarlo a Locri»
 

Il sindaco Giovanni Calabrese replica alle allusioni che l’ex commissario per il Piano di rientro della sanità calabrese Massimo Scura, gli ha riservato venerdì scorso nel corso della presentazione del suo libro ,“Calabria malata – Sanità l’altra ndrangheta”. Come si ricorderà nella sala del centro “Santa Marta” della Caritas Diocesana, l’ex commissario parlando del sindaco di Locri, uno dei più accaniti critici delle politiche sanitarie portate avanti da Scura, lo apostrofava come il sindaco «che è a capo del comune più assenteista d’Italia».

La replica del primo cittadino locrese non si è fatta attendere. Calabrese, pur rispettando l’iniziativa della Pastorale della Salute Diocesana, esprime un «totale disappunto» perché «l’aver fatto presentare il libro a Scura a Locri senza contraddittorio, rappresenta un’offesa a tutta la Locride». Il primo cittadino locrese ribadisce di attribuire all’ex commissario «la distruzione della sanità in Calabria e per farlo – aggiunge – l’ingegnere Scura ha percepito un’indennità superiore a 500 mila euro. E oggi scrive libri contro i calabresi e continua a guadagnare pugnandoci alle spalle».

L’attacco del sindaco si sviluppa su un doppio binario. Calabrese, infatti, da un lato ribadisce che l’ex commissario della Sanità calabrese «in tre anni ha contribuito a distruggere la Sanità calabrese e, con i suoi fidati galoppini ha letteralmente affossato l’ospedale della Locride». E dall’altro afferma che «l’ingegnere Scura ha scritto un libro di emerite sciocchezze e, ospite della Caritas, ha avuto la faccia tosta di presentarlo a Locri (l’assassino torna sempre sul luogo del delitto) ,dove ha continuato ha insultare il territorio della Locride». E «per queste inconcludenti attività ha percepito un lauto compenso superiore a 500 mila euro, ingenti risorse economiche sottratte alle tasche dei cittadini calabresi che oggi stanno pagando le conseguenze dell’azione distruttiva del signor Massimo Scura che contemporaneamente era sindaco del piccolo comune di Alfedena in provincia dell’Aquila». Tutto questo per Calabrese costituisce «una vergogna sulla pelle dei calabresi che oggi stanno pagando drammatiche conseguenze».

Il sindaco di Locri che fin dal giorno del suo insediamento conduce una serata battaglia a difesa dell’ospedale di Locri ribadisce che «con orgoglio e determinazione, continueremo sempre a lottare per il nostro ospedale che Scura e i suoi amici e compari hanno contribuito ad affossare».

Calabrese quindi «respinge al mittente gli insulti riservati alla città di Locri e al sottoscritto dal commissario Scura che non è stato in grado di risolvere i problemi dell’ospedale della Locride e della sanità calabrese. Oggi – aggiunge – l’eredità di Scura è rappresentata da strutture fatiscenti, assunzioni illegittime e clientelari, un incredibile aumento del debito e dei costi per la mobilità passiva. Questo è quello che ha fatto il commissario Scura, il cui passaggio in Calabria sarà ricordato al pari di un’invasione di barbari. Continueremo invece con tutte le importanti iniziative di protesta senza le quali sicuramente Scura avrebbe chiuso l’ospedale».

Proprio oggi, lo ricordiamo, si svolgerà a Locri un vertice dei sindaci del comprensorio, che incontreranno il prefetto e i dirigenti dell’Asp reggina proprio sul futuro del nosocomio locrese.

Il sindaco chiude la nota esprimendo «vicinanza ai gruppi di cittadini che hanno avviato una petizione in difesa dell’ospedale, suscitando le critiche dello stesso Scura».

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