5 Dicembre 2020

Costruito su un terreno argilloso, rischia seriamente di collassare alla prima pioggia

Con l’approssimarsi della commemorazione dei defunti, il problema dei due cimiteri torna alla ribalta e diventa il motivo dominante di chi spera nella nuova Amministrazione comunale, e di chi invece punta il dito contro l’esercizio commissariale che malgrado i ripetuti reclami, non ha mai fatto niente per mettere in sicurezza soprattutto il cimitero nuovo. Una situazione a assai grave, che il sindaco Bruno Bartolo spera di risolvere al più presto, facendo leva su un mutuo per il 70% a carico della Regione e per il restante 30% a totale carico delle casse comunali.

Ma andiamo per ordine. A San Luca esistono due cimiteri, il vecchio e il nuovo. Il primo è stato costruito negli anni Trenta all’inizio del paese vecchio, sul fianco della valle. Il nuovo, invece, è stato costruito negli anni Novanta in località Flavia, a pochi metri dal nuovo campo sportivo. Ed è stato costruito perché nel primo, il vecchio cimitero, non c’era più terreno disponibile per costruire nuove tombe, e perché in parte era stato messo fuori uso dall’alluvione che colpì il paese nel dicembre del ‘72 e gennaio ‘73. Da qui la necessità di costruire un nuovo cimitero, dopo una serie di polemiche che stavano rischiando di mandare all’aria il progetto prima e l’appalto dopo.

Prevalse la ragione e il nuovo cimitero, uno spiazzo protetto da una serie di muri in blocchi e non in cemento armato, fu realizzato in tempi record. E in tempi altrettanto record si è purtroppo riempito, visto che c’è stata la corsa alle cappelle, e i posti riservati alle tombe comuni si sono esauriti nel giro di pochi anni, perché purtroppo a San Luca, il numero dei decessi è aumentato in misura quasi esponenziale.

Ma il problema che più preoccupa non è tanto lo spazio per costruire nuovi loculi cimiteriali, ma il fatto che il nuovo cimitero è stato realizzato su un terreno argilloso, e i muri perimetrali non sono in cemento armato, ma realizzati come detto in blocchi in cemento che ovviamente non possono frenare i movimenti continui del terreno soprattutto dopo le piogge invernali. Appunto per questo un consistente numero di cappelle presenta diverse crepe, a causa del continuo movimento del terreno. Altre ancora, le più esposte, costruite a ridosso dei muri perimetrali, si sono staccati dal terreno e in parte anche inclinati. Una situazione che si trascina da anni, più volte segnalata dai cittadini ma mai presa in seria considerazione, né dalla commissione straordinaria che gestì il comune per quasi tre anni e tanto meno dal dottor Giusepe Gullì chiamato a subentrare alla commissione straordinaria.

Una situazione molto critica, quasi da film horror, alla quale la nuova amministrazione – che nel programma elettorale aveva posto la situazione del cimitero subito dopo la vecchia e mai risolta questione delle strade di accesso al santuario di Polsi – spera di trovare una soluzione prima che sia troppo tardi. Prima che le cappelle pericolanti scivolino sul terreno argilloso fino a crollare completamente. Insomma, servono interventi urgenti non più procrastinabili dal punto di vista della sicurezza.

ANTONIO STRANGIO

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